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Formigoni 2010: firme false, ma oramai…

La denuncia l’avevano presentata i Radicali, e riguardava le Regionali che si svolsero in Lombardia il 28 e 29 marzo 2010. Un’accusa pesantissima, rivolta nientemeno che al governatore uscente, Roberto Formigoni: la falsificazione di un numero considerevole delle firme utilizzate per presentare il proprio listino personale.  Formigoni, è il caso di ricordare subito, venne riconfermato nella medesima carica.

La sentenza è arrivata mercoledì. Ed è una sentenza di condanna, emessa dalla sesta sezione del Tribunale civile di Milano, che fissa in ben 723 le sottoscrizioni truccate. Poiché ne erano state allegate circa 3900, a fronte di un minimo di 3500, significa che la lista ha partecipato illegittimamente alle elezioni, rendendo parimenti illegittimo tutto ciò che ne è scaturito.

Tuttavia, nel frattempo, il Consiglio regionale è stato sciolto in anticipo e si è già tornati alle urne, portando al vertice del Pirellone il leghista Bobo Maroni. Un autentico paradosso, al di là della sua “correttezza” procedurale. A renderlo possibile, come sottolineano giustamente gli avvocati dell’accusa, è il fatto che la competenza in materia è affidata alla magistratura civile, anziché a quella amministrativa.

Invece di procedere speditamente, quindi, l’iter si dilunga al pari di tante altre cause giudiziarie, compromettendo quella tempestività che in questo specifico ambito sarebbe essenziale. Fosse sopraggiunto con la dovuta rapidità, rimarcano sempre gli avvocati dei Radicali, il verdetto «avrebbe potuto invalidare le elezioni». Così, invece, manca il suo obiettivo più importante, che è appunto la tutela della correttezza, quantomeno formale, del voto.

Un’assurdità giuridica che trasforma in controversia privata una verifica di interesse pubblico. E che riduce alla sfera personale, contro i responsabili materiali del fatto, una sanzione che dovrebbe colpire innanzitutto i politici che ne hanno tratto vantaggio. Ridimensionando moltissimo, perciò, il suo valore di deterrente per chi intendesse fare altrettanto.

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