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Nord Corea: si mobilita anche la Cina

A seguito della dichiarazione dello stato di guerra con la Corea del Sud da parte del regime di Pyongyang, le forze armate cinesi hanno aumentato la loro presenza militare sul confine con la Corea del Nord. Carri armati e veicoli trasporto truppe di Pechino sono stati avvistati nella zona di Ji’an vicino al fiume Yalu, mentre altre zone di confine sono fittamente pattugliate dall’aviazione cinese.

La mobilitazione viene interpretata come aperto supporto alla Corea del Nord, ma è anche una autonoma contrapposizione alle esercitazioni congiunte delle forze di Seul e Washington, che dureranno fino a maggio. Non a caso la Cina ha dispiegato alcune unità navali nel Mar Giallo per condurre, a sua volta, esercitazioni a fuoco.

Il quadro sta quindi complicandosi sempre più e se Pyongyang decidesse di passare alle vie di fatto, scatenando un aperto conflitto, le conseguenze potrebbero essere molto più gravi di quanto non fosse dato prevedere solo fino a pochi giorni fa.

I focolai potenziali di guerra si vanno dunque moltiplicando continuamente: non è più solo la Siria ad essere preoccupante, ma anche lo scenario del Pacifico, dove gli USA tentavano un lento accerchiamento della Cina, va scaldandosi oltremisura. Se, infatti, la Cina non aveva particolari motivi per sostenere fino alle estreme conseguenze il delirante regime di Pyongyang, si sente però seriamente minacciata dall’espansione navale statunitense che potrebbe strangolarla. Ritrovandosi, giocoforza, a dover sostenere la Corea del Nord, nella speranza che la guerra non scoppi.

Al punto in cui siamo, ormai, una minima sbavatura potrebbe far degenerare la situazione in maniera incontrollabile.

(fm)

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