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C’È L’IMBARAZZO DELLA SCELTA. PER VOMITARE

Il Pd allo sbando, dilaniato dalle faide interne. Bersani che annuncia le proprie dimissioni. Prodi che “ritira” la propria candidatura, secondo la strana prassi per cui, nella corsa al Quirinale, si è iscritti da qualcun altro ma ci si chiama fuori in prima persona.

Rodotà che raccoglie nuovi consensi, che però sono fittizi in quanto gli pervengono di riflesso e a causa delle suddette faide nel Pd. Ed ecco allora che, nel gioco al massacro, sembrano salire le quotazioni della Cancellieri. Di nuovo un accordo bipartisan, tra Pd e PdL. O piuttosto tripartisan, ricomprendendo anche Scelta civica: a portare l’efficiente ex prefetto al Viminale fu Mario Monti, e quindi va da sé che abbia buoni motivi per caldeggiarne l’ascesa.

Berlusconi & C. che si godono il tracollo altrui, sforzandosi però di ostentare una seriosità da statisti che non è proprio nelle loro corde e che, infatti, non basta nemmeno lontanamente a nascondere la voglia, l’impazienza, l’istinto, di essere sguaiati e tracotanti come al solito.

E poi i media mainstream, ovviamente. Che un po’ per obbligo e un po’ per voluttà si immergono in tutto questo, e sul molto altro che emerge di momento in momento, e ci sguazzano senza requie, in una via di mezzo tra il talkshow e lo psicodramma. Un tripudio di occasioni da non perdere, dal loro punto di vista. Una di quelle fasi, allo stesso tempo serissime e risibili, inquietanti e svaccate, forse decisive ma sicuramente miserrime in cui anche l’evidenza ha il gusto intrigante del retroscena. Gli avvenimenti sono in odore di Storia, solo che hanno il tanfo del gossip. Più che una guerra, un’epidemia. Molte vittime, nessun onore.

Una specie di alluvione, nel suo complesso. Le fogne si sono intasate e i tombini esplodono, inondando le strade di liquami. Non è un contrattempo: è (dovrebbe essere) una rivelazione, a beneficio di chi ancora non lo ha capito. Le condutture sotterranee non ce la fanno più – non possono più farcela – ad accogliere/smistare/nascondere, tutto ciò che vi riversiamo.

Non è un incidente stagionale, cui si rimedierà migliorando la manutenzione. È lo standard che ci siamo meritati, come popolo o presunto tale, e che si manifesta appieno. Lo standard del disastro che in tutti questi anni la maggior parte dei cittadini italiani ha assecondato con il suo voto, con la sua ottusità, con la sua illusione di essere intelligente, informata e perbene. Salvo poi ritrovarsi, stupendosi, a essere dominata da questa classe dirigente.    

È un’ulteriore anteprima della Terza Repubblica, per come sarà sotto le mentite spoglie di una ripulitura di superficie e di un rinnovamento formato Renzi.

Federico Zamboni



 

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