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Bagno di sangue in Nigeria

La città nigeriana di Baga è stata teatro di violentissimi scontri fra le truppe regolari e gli estremisti islamici del Boko Haram, che avrebbero usato i civili come scudi umani. A quanto risulta le violenze sono cominciate dopo che, venerdì, l’esercito aveva circondato una moschea, dove si erano rifugiati alcuni membri dell’organizzazione, tristemente nota per i massacri di cristiani nel paese. I conflitti a fuoco si sono protratti per l’intero fine settimana, grazie all’armamento pesante di cui sono dotate le milizie integraliste.

Le cifre ufficiali parlano di 185 morti, ma il numero è destinato a salire enormemente, in quanto si continuano a raccogliere senza sosta i cadaveri dei caduti nel corso dei combattimenti che hanno devastato la città, dal centro ai sobborghi. I residenti sostengono che i regolari hanno deliberatamente incendiato numerose abitazioni ancora occupate dai civili, dentro le quali però si erano asserragliati gli islamisti, che intendevano appunto usare la popolazione come scudo umano.

Gli scontri sono arrivati poco dopo che il presidente nigeriano, Goodluck Jonathan, aveva decretato la nascita di un comitato ad hoc, nel tentativo di avviare un dialogo con il gruppo islamico, fondamentalista e separatista. La Nigeria, il più popoloso stato africano con i suoi 160 milioni di abitanti, è infatti caratterizzato dall’avere una maggioranza cristiana a sud e musulmana a nord. Nonostante la struttura federale, così da garantire il rispetto delle differenti culture, Boko Haram pretende la creazione di uno stato islamista nel nord.

La Nigeria pur essendo un paese ricchissimo di petrolio non riesce a sviluppare la propria economia, sia per lo sfruttamento straniero delle sue risorse, sia per il caos politico alimentato dal fondamentalismo musulmano, che è arrivato a vanificare gli sforzi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità allo scopo di sradicare la poliomielite. Nell’islamico nord della Nigeria, infatti, si segnala la metà dei casi documentati di polio a livello mondiale (dati 2003, gli ultimi che si sono potuti raccogliere) perché i capi religiosi musulmani, nel loro delirio, hanno inveito contro le vaccinazioni, denunciandole come un tentativo occidentale di sterilizzare le ragazze musulmane nigeriane.

Su questi presupposti non si vede come possa riuscire il piano governativo di «sviluppare un quadro per la concessione dell'amnistia» che porti a «un disarmo entro 60 giorni»: il bagno di sangue del fine settimana ha tutta l’aria di essere solo il primo atto di una guerra civile destinata ad oscurare tutte le altre in corso, se solo non si svolgesse nella dimenticata Africa.

(fm)



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