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Quelli che ben pensano

Prendere troppo sul serio la notizia che tre turisti sono stati cacciati da Riad, in Arabia Saudita, niente di meno che per eccesso di avvenenza è un punto di vista abbastanza soggettivo – chissà perché le stesse persone che giustamente non credono alle balle raccontate dai media sulla Siria, annegano poi sentimentalmente in queste inezie – ma andare a colpire la virilità islamica per un episodio del genere è a dir poco pretestuoso, oltre che offensivo. 

«Paese che vai, usanza che trovi», si diceva nei tempi andati, cioè prima che diventassimo a tutti i costi cosmopoliti, liberali e soprattutto “fanaticamente tolleranti”: guai a coloro che non professano il nuovo moraleggiante ukase! 

Lo siamo diventati noi, multiculturali – dicevamo – noi, che amiamo la libertà di folklore più che di culto e, certamente, la libertà di espressione, ma a patto che non diano nell’occhio e siano politicamente corrette; a patto, insomma, che i “barbari” finiscano con l’assomigliarci, magari integralmente. 

Il punto focale della questione è che tanto bigotti da non sopportare le differenze abbiamo scelto di diventarlo noi, che della globalizzazione siamo l’amaro frutto, non gli altri.

Fanno strabene, certi Paesi, a proibire alle donne di fumare in pubblico, di indossare il bikini o di scambiare tenerezze in strada, e non per i divieti in se stessi, la cui giustezza non è di nostra competenza  – tentiamo per una volta di guardare la luna, anziché il dito – ma per non allinearsi di fronte all’imperialismo edonistico e materialistico, conseguente a una nichilistica e piatta uniformità mentale. Altro che relativismo culturale!

Se le donne e gli uomini arabi decideranno di ribellarsi alle «grottesche misure» o se i musulmani vorranno arrivare persino a incendiare il glorioso Corano e a uccidere Allah, dovranno sbrigarsela da soli, senza interferenze estranee e, si fa per dire, più “evolute”.

Intanto, per restare in termini di “sudditanza cosmopolita”, ieri era il 25 aprile e quegli stessi italiani che a ragion veduta osteggiano l’invasione americana in Iraq o in Afghanistan, paradossalmente, festeggiano la Liberazione, che li ha portati in seguito a diventare “schiavi dell’unilateralismo occidentale”.

Auguri! 

Fiorenza Licitra

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