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Forum: l’accesso è libero, l’idiozia dilaga

Una vera e propria nevrosi, l’aggressività più o meno ottusa che circola nei forum? Un disturbo conclamato, e diffuso quanto basta, da giustificarne l’inserimento nei manuali del disagio psichico, come il celebre/famigerato DSM – Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders di cui sta per essere pubblicata la quinta edizione?

Forse no. Ma di sicuro ci va vicino. E, ancora più sicuramente, conferma la difficoltà di moltissime persone a sviluppare una discussione “corretta”. Ovverosia, pertinente al tema che è stato posto e capace di restare, dall’inizio alla fine, sul medesimo piano dialettico individuato dal ragionamento al quale si replica. Senza sconfinare, al contrario, in quelli che una volta si chiamavano massimi sistemi e che oggi sono decaduti, anch’essi, a quel sottoprodotto che è il cosiddetto benaltrismo.

Ad esempio: se un articolo sostiene che i programmi Rai fanno mediamente schifo, specie in prima serata, bisognerebbe essere capaci di discutere nel merito di questa specifica affermazione. Senza mettersi a sbraitare, invece, una qualunque delle seguenti tesi “alternative”: 1) i programmi di Mediaset fanno, almeno, altrettanto schifo, e pertanto non si può non ipotizzare, o è del tutto certo, che l’autore del pezzo sia un servo di Berlusconi; 2) McLuhan aveva capito tutto; 3) McLuhan non aveva capito niente; 4) McLuhan aveva capito così così, e comunque il problema non è la Rai ma la manipolazione di massa nel suo insieme; 5) la Rai deve stare sul mercato e il mercato esige alti ascolti, per cui queste rimostranze elitarie-intellettualistiche-snob sono tutte cazzate.

E così via, ad libitum, secondo l’orientamento politico, ideologico, culturale (culturale si fa per dire), del tizio che interviene. Il quale però, e magari non proprio per caso, non si è mai preso la briga di riversare tutta la sua intelligenza, nonché la sua vis polemica, in qualche articolo scritto di sana pianta o addirittura in un saggio di maggiore ampiezza. Oppure lo ha fatto: solo che gli organi di stampa e gli editori di maggior peso, notoriamente asserviti a questo o a quell’oscuro potentato, non glieli hanno mai pubblicati.

Egli, perciò, si trova meglio così: a commentare, dall’alto della sua condizione di lettore-partecipante-al-forum, ciò che scrivono gli altri. Celandosi dietro a un nickname più o meno suggestivo, che inalbera con orgoglio e al quale infatti, non di rado, affianca un motto non meno ambizioso, il nostro oratore “di rimbalzo” lancia con somma disinvoltura i suoi dardi. E siccome, di regola, l’articolista su cui li scaglia è chissà dove e non reagisce, privando l’infallibile arciere della legittima soddisfazione di vedere quanto le sue frecce abbiano inflitto ferite dolorose, se non mortali, gli sviluppi possibili si riducono a due: uno, l’assalto si spegne da sé per l’assoluta mancanza di avversari; due, scoppiano amori cinguettanti o dissidi furibondi fra i vari Torquemada78, TheFlame, Picchiorosso, Nico85Krotone, i quali iniziano a menarsela tra loro.

Ci fosse ancora Jerome, se la spasserebbe un mondo ritraendo il tutto a modo suo. Titolo, verosimile, “Tre citrulli on line (per non parlar del cane!)”. Poi, certo, “tre” è decisamente sottostimato – mancano svariati zeri – e il cane si dovrebbe chiamare DogBau2004, o BaskervilleForEver, ma è solo per dare un’idea.  

Non essendoci Jerome, e non avendo nessuna intenzione di ridurre tutto al solo sarcasmo, bisogna sforzarsi di cambiare tono e di tornare all’approccio iniziale. Per dire, in maniera ancora più sottolineata, quanto sia patologica e dannosa questa incapacità di concentrarsi su un tema per volta. E per chiarire, semmai non fosse già evidente, che essa rientra in una deriva generale, che è perfettamente funzionale allo statu quo e che illude chiunque di essere in grado di esprimersi su qualsiasi argomento, mentre in effetti sta solo pescando nella propria emotività e nella propria frustrazione: una malintesa “democrazia dell’incompetenza”, che qui sul Ribelle abbiamo già denunciato/analizzato a più riprese e che, dietro la diversità dei contenuti, è un’altra faccia dell’omologazione più becera, della quale i suddetti esegeti fai-da-te sarebbero i primi a sogghignare.

In troppi casi, del resto, ciò che essi fanno davvero è solo questo: sogghignare. Trattare chi non la pensa come loro alla stregua di uno sprovveduto, o di un mestatore, da liquidare in quattro e quattr’otto. Come si dice, mostrano i muscoli. Ma sul ring, quello vero, non durerebbero un minuto.

Federico Zamboni



 

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