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Pedofilia tollerata, mica legalizzata

È da tempo che l’Olanda non richiama alla mente i mulini a vento, i tulipani o la grande tradizione pittorica; oggi, piuttosto, essa evoca il Paese dei Balocchi, in cui l’impossibile non solo pare realizzabile, ma persino auspicabile, mentre il possibile, per quanto irrisorio, è severamente penalizzato: l’Olanda è una Bengodi dei coffee-shop – esche per fiumane di turisti obnubilati – in cui, però, è proibito fumare tabacco nei locali pubblici. È il luogo in cui è permesso fare sesso al parco, ma guai a gettare una cicca (o un preservativo) sul prato, pena multe da salasso. È anche il posto in cui le case chiuse sono legalizzate (finalmente), eppure la donna non è mai stata tanto considerata “oggetto” come in una di quelle appariscenti vetrine. A dimostrare l’assunto, è il recente caso, avvenuto negli ultimi giorni, di una Corte d’Appello che in una sentenza ha sancito la legittimità di promuovere la pedofilia, a patto che lo si faccia non con spudoratezza, ma con un certo velato riserbo.

Detta sentenza riguarda l’Associazione “Stitching Martijn”, fondata nel 1982, dalla quale nel 2006 sorse il “Partito dell’Amore Fraterno”, il cui presidente Marthijn Uittenbogaard propose di rivedere la legge, che rendeva leciti tutti gli atti sessuali fra adulti e persone più giovani, abbassando l’età minima dai sedici ai dodici anni. Stessa proposta e sorte per il voto, le droghe leggere e il gioco d’azzardo; l’auspicio sarà stato: “ammazziamoli da piccoli”. In seguito, essendo insufficienti le firme di adesione, tale Partito non riuscì a candidarsi in Parlamento e nel 2010 si sciolse. Ebbene, martedì scorso la Corte d’Appello di Arnhem-Leeuwarden, ribaltando la sentenza di primo grado che il 27 giugno u.s. aveva decretato la chiusura dell’Associazione, ha stabilito che l’attività della stessa non è da ritenersi illegale: i testi e le fotografie contenuti nel sito web non contravvengono la legge e il fatto che certi componenti abbiano avuto condanne per reati sessuali – il tesoriere e il successivo presidente Ad van de Berg vennero arrestati per possesso di ingente materiale pedopornografico – non è da considerarsi attinente all’attività dell’Associazione. 

Per risollevare la propria coscienza – non quella morale, anche se non si sa di preciso quale – i giudici, infine, hanno coraggiosamente dichiarato che in ogni caso le proposte per la liberalizzazione della pedofilia vanno considerate alla stregua di «una seria contravvenzione di alcuni principi del sistema penale» e che, dulcis in fundo, la società olandese è abbastanza «resistente» per fronteggiare potenziali «minacce di destabilizzazione». 

Incredibile, ma vero: non solo per il fatto in sé, ma per la conseguente generale reazione mancata. Perché, allora, la notizia, al pari di altre di importazione mediorientale, non ha suscitato lo sdegno internazionale? Perché quel Papa, che si fa chiamare Francesco e che ama tanto gli indifesi, non tuona contro questa oltraggiosa vicenda? E perché la benemerita UNICEF è così distratta? Semplice: perché, contrariamente a certi altri luoghi più estremisti che religiosi, l’Olanda è il cosiddetto “Paese delle libertà” e, dunque, del libero pensiero, del libero piacere e del libero sfogo; non è forse questa “filosofia del bisognino” a governare l’uomo attuale, il quale sembra vivere unicamente per soddisfarsi? 

Questa è la libertà made in Occidente, in ossequio ai cui diritti, spesso presunti e contronatura, viene legittimato in sommo grado – persino sul piano giuridico – il degrado morale; è in tal modo che sui vari quotidiani i propositi di un’Associazione criminale diventano una stravaganza buona per un trafiletto da terza pagina scritto da qualche pennivendolo che, se si scandalizza, lo fa solo al fine di attirare l’attenzione del lettore per qualche istante ancora.

In questa nostra società, moralistica perché profondamente immorale, tutti debbono potersi esprimere, soprattutto i più abbietti; un po’ meno, però, chi è ancora provvisto di buon senso comune e ancora meno i bambini, che a dodici anni dovrebbero godere del diritto – loro sì – di conoscere soltanto la sana e innocente sessualità della propria età e non quella di qualche quarantenne depravato.

Fiorenza Licitra

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