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DEBITI PA: OK. MA LA COPERTURA?

E dunque è arrivato il via libera, da parte del governo Monti, per l'annosa questione relativa al pagamento di parte dei debiti della Pubblica Amministrazione alle imprese.

I dettagli dell'operazione, ovvero come funzionano questi pagamenti, con una tranche immediata, si fa per dire, nell'ordine dei 7 miliardi e il resto annunciato, cioè circa 40 miliardi, nell'arco dei prossimi dodici mesi, è spiegata sui molti giornali, come ad esempio La Repubblica, (qui).

Almeno questa è la previsione. Cosa significa? Diverse cose. E soprattutto che ci sono alcune zone d'ombra che ci pare opportuno segnalare. In modo particolare perché invece, a quanto pare, non è che per ora si siano levate in altra sede, dove ovunque, invece, si loda il comportamento del governo e si dà amplificazione alle dichiarazioni di velata polemica con le quali Mario Monti si sta togliendo qualche sassolino dalla scarpa dopo aver "portato a casa" il provvedimento.

Intanto non si parla di aumento dell'Irpef, come era stato ventilato nei giorni scorsi. Buona notizia, naturalmente. Almeno per ora, visto che l'aumento dell'aliquota di prelievo locale verrà comunque maggiorata il prossimo anno (si prevede circa il triplo di adesso). E poi - altra dichiarazione roboante - l'aumento previsto per la Tares sarà spostato al conguaglio di fine 2013, dunque per le prime rate in arrivo non ci saranno ulteriori balzelli da sommare per i cittadini. Dopo, come sappiamo, scatterà l'aumento di 0.30 centesimi per metro quadro. Anche qui, sembrerebbe, una parziale buona notizia. Non fosse che si tratta, come dovrebbe essere evidente, dell'ennesimo spostamento in là di pagamenti che sono già "a registro". A fine anno, del resto, ci sarà un altro governo. E forse un governo scaturito addirittura da altre votazioni rispetto a quelle appena concluse. "Che se la veda lui" a quel punto, insomma. E noi tutti, naturalmente.

Ma torniamo all'oggetto del provvedimento di oggi. Ci sono delle zone d'ombra, come detto.

Intanto appare macroscopico il fatto che non si parli di copertura. E che non se ne parli neanche dopo il preventivo altolà dell'Ue su tutta questa manovra. Cosa significa? Che la copertura evidentemente si è trovata, ma che semplicemente non la si è comunicata all'opinione pubblica in questo momento. L'Europa la conosce sicuramente. Noi la "conosceremo" più tardi, c'è da starne sicuri.

Secondo punto: rimangono completamente fuori da questo provvedimento tutte le aziende con meno di venti dipendenti, ovvero le più piccole e i liberi professionisti. Quasi che questi non abbiano crediti da vantare con lo Stato. Perché? Come rileva la Cgia, i debiti di queste realtà, numerosissime, non sono conteggiati in tale provvedimento, visto che, sempre secondo l'associazione degli artigiani, nel caso lo fossero, l'importo complessivo del debito sarebbe di 120 miliardi, dunque non di 90 come conteggiato dalla Banca d'Italia. E certamente non 40 come previsto da questo provvedimento. 

Terzo punto: nel provvedimento si nota la facoltà degli enti di provvedere anche subito al pagamento di fatture arretrate alle imprese, per le situazioni già definite - attenzione - "se hanno disponibilità". Questo è il punto: quanti hanno disponibilità, cioè denaro in cassa, per poter pagare? Beninteso, i casi di enti che hanno disponibilità ma non possono operare pagamenti per rispettare i tetti stabiliti è numeroso. Si parla, almeno il governo parla, di un totale di 14 miliardi disponibili. E questo via libera a qualcosa servirà. Ma è altresì chiaro che nella congiuntura attuale, quelli che invece disponibilità non la hanno, e parliamo di Comuni e Province soprattutto, saranno altrettanto numerosi se non addirittura di più. Per questi è aperto l'accesso alla richiesta di prestiti al fondo istituito dal governo, di 26 miliardi, per un totale, appunto, di 40. Ma il dato è che per questo fondo, Comuni e Province, ad esempio, dovranno fare richiesta mediante dei prestiti. Che andranno rimborsati. In altre parole, si può accedere al fondo chiedendo un prestito allo Stato, che poi fatalmente graverà sulle casse degli enti con i relativi tagli ai servizi locali. E questa tutto è fuorché una buona notizia.

E dunque, visto che la coperta è corta, come sapevamo, cosa ha fatto di realmente positivo il governo? Non è dato sapere. E non c'è stato uno straccio di cronista che si sia azzardato a porre la domanda.

Riepiloghiamo. Ok al pagamento di questi 40 miliardi previsti (senza anticipazione dell'Irpef regionale e della Tares comunque spostate a fine anno/inizio 2014) spalmati nell'arco di 12 mesi, ma senza sapere dove si andrà a prendere questi denari (se non mediante altri debiti contratti da Comuni e Province); fuori le imprese con meno di 20 dipendenti e i liberi professionisti; e dubbio su quali e quanti siano gli enti in grado realmente di fare dei pagamenti immediati, cioè senza fare ricorso ai prestiti.

È notizia da dare con l'enfasi che stiamo vedendo in giro?

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