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Russia: le Ong straniere messe a nudo

Il tema delle Ong è stato al centro delle questioni trattate da Putin e Merkel nel corso del loro incontro dei giorni scorsi. La Germania ha espresso forte preoccupazione per la politica russa verso le Ong finanziate da paesi esteri, che sono considerate agenti stranieri da Mosca, e Angela Merkel ha apertamente criticato il fatto che, nelle ultime settimane, diverse organizzazioni non governative tedesche attive in Russia sono state oggetto di perquisizioni, compresa la Fondazione Adenauer: «La Russia dovrebbe dare un’opportunità alle Ong e alle altre organizzazioni della società civile, che in Germania sappiamo essere motore di innovazione».

Christian Forstner, direttore della Fondazione Hanns Seidel, ha dichiarato che «Alcune persone non si fidano delle Ong straniere. Questo è quello che emerge dalle loro azioni. Le autorità russe devono rendersi conto che la modernizzazione non si limita all’economia, ma è un concetto più ampio che riguarda anche la società e la politica». Il punto è proprio che la “modernizzazione” non solo non è obbligatoria, ma, soprattutto, non può né deve essere eterodiretta, anche perché non sarebbe una “modernizzazione neutrale” ma un far evolvere un paese nel senso voluto da altri; magari da quei poteri forti che tanto stanno a cuore a noi “complottisti”.

La risposta di Putin è stata, come al solito, ferma e disarmante: ha fatto notare che, in questo periodo di crisi, per l’Ue sarebbe meglio destinare il miliardo di euro annualmente speso per mantenere le Ong al salvataggio di Cipro o, comunque, dei paesi dell’Eurozona. Inoltre, ha chiesto come si possano definire “non governative” certe organizzazioni che sopravvivono solo grazie al determinante contributo pubblico erogato da stati o entità sovranazionali. Non valgono le obiezioni di  Christian Forstner: «Questi finanziamenti sono spesi per gli immobili, per gli affitti, per le conferenze, per la logistica, per gli interpreti, tutto quello di cui si ha bisogno per organizzare adeguatamente una conferenza, riunire persone e discutere. Non significa che un miliardo di euro vada ad una qualsivoglia attività sovversiva».

Che non vadano ad attività sovversive è proprio quello di cui si vuole legittimamente accertare la polizia russa con le sue perquisizioni, che rientrano nel normale esercizio di sovranità nazionale, concetto sempre più dimenticato, quando non combattuto, in Occidente. Questo è ciò a cui mira la legge russa approvata l’anno scorso secondo cui le Ong estere sono “agenti stranieri” (ma come altrimenti definire altrimenti una organizzazione sovvenzionata da stati esteri e che senza questi fondi non sopravvivrebbe autonomamente?) tuttavia la nuova normativa non le ha vietate, e neppure ne limita le attività. Semplicemente, si arroga il sacrosanto diritto di verificare che non compiano attività sovversive.

Il miliardo di euro fa anche cadere il mito del “volontariato”: le ONG sono ricche dei soldi che non vanno a Cipro o altrove, mentre mantengono apparati pesanti dove il “volontario”, più che la punta dell’iceberg, è la foglia di fico. Come foglia di fico sono, per la Merkel, le Ong, a meno che non siano fondamentali agenti stranieri della sua Germania, che la Cancelliera usa per tenere freddi i rapporti con Putin, mentre vi sarebbero molte ragioni perché le relazioni fossero eccellenti.

Non a caso Putin ha preferito far gli auguri all’ex cancelliere Schroeder, con il quale c’era «stato un chiaro scambio: la Russia forniva materie prime contro know-how e tecnologia tedesca. Era una situazione ideale in cui vincevano tutti», come ammette lo stesso Forstner, che però aggiunge: «Con Angela Merkel è più difficile. È una leader più razionale, capisce che è un partneriato complesso, che l’economia russa dipende troppo dalle esportazioni di materie prime. Questo deve cambiare negli interessi della società russa». Invece è proprio l’economia tedesca a dipendere da queste materie prime, e quindi è nel suo interesse che la Russia cambi politica, non certo  in quello di Mosca.

Tutta la questione, decisamente interessante e meritevole di ampi approfondimenti, è stata oscurata dalla carnevalata delle solite Femen, che hanno piazzato le loro zinne nude davanti a Putin e Merkel all’inaugurazione della fiera di Hannover domenica scorsa: permettendo così al mainstream di dare spazio a vuoti slogan anti Putin, anziché affrontare compiutamente le questioni davvero importanti.

Ferdinando Menconi

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