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L'Ungheria fa (ancora) la voce grossa con la Troika

Solo agli inizi di marzo scorso riportammo le dichiarazioni di Viktor Orban, capo del governo ungherese, che entrava in diretta polemica con la troika, cercando di sottrarre il suo Paese ai ricatti dell'Fmi, della Bce e dell'Ue (qui).

La notizia di oggi va letta come una ulteriore vittoria dell'ungherese: la Commissione europea potrebbe archiviare la procedura per deficit eccessivo avviata nell'Ungheria stessa ma, attenzione, "a condizione che il paese prosegua sul cammino del consolidamento fiscale".

Val bene rammentare che il 3 maggio Bruxelles aveva già riconosciuto che il deficit ungherese si era attestato al di sotto del 3% nel 2012 e che, nel 2013 e nel 2014, dovrebbe oltrepassare di poco questa soglia.

Per tutta risposta, ecco il punto, il governo di Orban ha annunciato, senza mezzi termini, che prenderà provvedimenti solo se «compatibili con la politica economica e sociale del Paese». Più chiaramente: rifiuterà «le misure pretese dall’Unione e da altri paesi: nessun aumento delle imposte per i privati e le piccole e medie imprese e nessun taglio alle spese sociali».

Parole che, dalle nostre parti e in tante altre d'Europa, continuiamo invece ad aspettare invano.

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