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GITE SUPERFLUE: SACCOMANNI ALL’EUROGRUPPO

Le chiamano riunioni, in modo che sembrino dei confronti autentici in cui si discuteranno le questioni ancora aperte e si cercheranno nuove soluzioni. Sono una pura messinscena, invece. Degli incontri di facciata per dare l’illusione che non sia stato già deciso tutto, quantomeno nelle linee essenziali, e che i “vertici” Ue si stiano spremendo le meningi nello sforzo di risolvere i problemi dei cittadini europei.

Così, in questa pantomima senza fine, ieri è toccato a Fabrizio Saccomanni, nella sua qualità di neo ministro dell’Economia, recarsi a Bruxelles per prendere parte alla scenetta di giornata: la riunione dell’Eurogruppo. Formalmente, il compito dell’ex direttore generale della Banca d’Italia era quello di illustrare le linee economiche del neonato governo. Sostanzialmente, essendo tali linee già note, lo scopo era piuttosto ufficializzarle ulteriormente, non tanto a beneficio degli interlocutori seduti al medesimo tavolo quanto a uso e consumo delle cronache mediatiche. E delle relative platee, solitamente docili fino alla remissività e credulone fino all’idiozia.

Il messaggio, che potremmo definire “Agenda Monti Light”, è che adesso siamo sulla buona strada, quella del pareggio di bilancio, e che pertanto possiamo sperare che la stessa Ue ci autorizzi a investire maggiori risorse a sostegno della crescita. Un obiettivo, quest’ultimo, che presuppone innanzitutto il venir meno della procedura a nostro carico per deficit eccessivo, sulla quale è attesa una decisione per il 29 maggio. Dopo di che, ferma restando la soglia massima del 3% per cento nel rapporto tra deficit e Pil (in base ai Sacri Principi di Maastricht), l’escamotage dovrebbe consistere nello scorporare i suddetti investimenti dalla contabilità ordinaria, in maniera tale da non farli gravare sui parametri di riferimento.

Nulla che non fosse già arcinoto, appunto. E infatti, al termine, il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha dovuto limitarsi alla più classica delle dichiarazioni di rito: «Abbiamo dato il benvenuto al nuovo collega, il ministro italiano dell'Economia, Saccomanni, e siamo stati rassicurati sull'intenzione del nuovo governo di proseguire un'agenda ambiziosa di riforme strutturali per aumentare il potenziale di crescita».

In effetti, stando così le cose, sarebbe bastato che da Palazzo Chigi spedissero un telegramma (o se si preferisce un sms, che è più al passo coi tempi), da due sole frasi: «Tranquilli. Ci atterremo scrupolosamente ai vostri ordini».

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