Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Debito a 2.034 mld. Che manovra volete che si faccia?

Secondo le stime del governo sarebbe dovuto scendere nuovamente sotto la soglia del 2000 miliardi. E invece, altro mese, altro record: il debito pubblico italiano conferma di essere fuori controllo.

I motivi sono molteplici, e ognuno di essi porta con sé altre conseguenze. Ad esempio, se le uscite dello Stato non si sono riuscite a contenere entro un certo limite, a pesare sulla situazione complessiva è stato di certo il fatto che il nostro Pil, trimestre dopo trimestre, è stato ogni volta aggiornato in discesa. Ora è ovvio che se il Pordotto interno lordo è in diminuzione, il rapporto debito-Pil non possa che salire. 

Peraltro, visto che lo Stato si indebita a tassi di interesse più alti che in passato - e gli effetti dello spread a 500 punti li vedremo solo tra un po' - è pur vero che malgrado adesso si sia tornati sulla soglia dei 250 punti, è il funzionamento complessivo del meccanismo a non andare. A non "poter" andare.

Sinteticamente: siamo costretti a indebitarci, mediante l'emissione dei titoli di Stato in modo sempre più ingente, per il solo motivo di riuscire a pagare le spese correnti e parte degli interessi che maturano sui titoli precedenti piazzati e arrivati via via a scadenza. Siccome allo stesso tempo il Paese non cresce economicamente, ciò significa che in nessun modo si riesce a incidere sul debito pubblico. Che pertanto, appunto, aumenta di volta in volta. 

Le previsioni da Bruxelles, peraltro, non sono affatto buone: il debito pubblico italiano toccherà quota 131,4% nel 2013 e 132,2% nel 2014. Nel 2009 il livello era al 116,4%, per fare un rapido raffronto.

Lo stesso Visco ebbe a dire, nel 2012, che tutta la situazione è semplice «aritmetica, finché c'è disavanzo, il debito aumenta, non c'è niente da fare». Elementare, Watson.

Detto in altre e più semplici parole, malgrado le mistificazioni e gli occultamenti di vario tipo che vengono puntualmente serviti all'opinione pubblica: la spirale si avvita inesorabilmente su se stessa.

In modo parimenti elementare, allora, se solo si conoscesse e si riconoscesse la storia dell'Italia, si dovrebbe sostenere, se vi fosse onestà intellettuale, che tutto ebbe inizio in modo inequivocabile quando la Banca d'Italia fu esentata dall'acquistare i titoli italiani e questi vennero immessi sul mercato (in basso una intervista eloquente, in merito). Ma questo, Visco e tutti gli altri, non lo ammettono.

E poi ovviamente c'è stata la crisi. Che sempre dai mercati e dalla speculazione è arrivata.

Solo tre anni addietro, attenzione, per la prima volta nella storia del debito pubblico italiano fu superato il tetto dei 1800 miliardi di euro. Oggi siamo ben oltre 2000 miliardi. Detto in soldoni significa 200 miliardi e oltre in più. In tre anni. Cioè circa 5.5 miliardi di debito in più al mese. Si fa fatica persino a immaginare una cifra tanto elevata.

Il peggio è però il resto: che il debito pubblico sia aumentato così tanto è ovviamente una bruttissima notizia, ma quella pessima, invece, è che esso sia aumentato malgrado tutto quanto fatto sulle spalle degli italiani nei mesi scorsi. Dopo la mannaia di Mario Monti, cioè delle troika che ce lo ha imposto e che lo ha guidato passo passo in tutte le operazioni di macelleria sul nostro Paese, il risultato è quello di una società civile praticamente in ginocchio, senza lavoro né futuro, e con in ogni caso una economia fuori controllo. 

Significa che gli spazi di manovra per qualsiasi tipo di operazione finanziaria statale ora ancora di più sono del tutto assenti.

Da ultimo, dunque, la strettissima attualità. A fine settimana dovrebbero arrivare i decreti per la sospensione dell'Imu. Prime case, capannoni industriali, e forse anche seconde case. Allora chiariamoci: qualunque manovra potrà essere fatta in tal senso, non vi è assoluta possibilità che essa possa essere varata senza prendere - allo stesso tempo - denaro altrove. Ergo, usando la mera logica, l'eventuale sconto, o posticipazione, del pagamento dell'Imu, sebbene attesa con impazienza dalla popolazione e, vedremo, salutata in pompa magna, nasconderà al suo interno, o prima o dopo, un'altra manovra speculare per prelevare il denaro mancante sempre dalle tasche dei cittadini. Nel più classico degli illusionismi nei quali gli italiani cadono da decenni.

 

I nostri Editori

Massimo Fini: «Se comprimi l'odio viene fuori la violenza vera»

Erdogan accusa Assad, il popolo turco accusa Erdogan