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Tunisia. Salafiti in rivolta, ma semi isolati

I salafiti di Ansar Al Sharia hanno aggirato il divieto di manifestare, disposto per motivi di ordine pubblico, rivelatisi più che motivati, disertando il previsto sito di Kairouan, fortemente presidiato dalle forze governative, e spostando la manifestazione all’ultimo momento a  Ettadhamen, nella periferia popolare di Tunisi.

Gli scontri sono esplosi violentissimi fra i “Partigiani della Sharia”, che rappresenterebbero circa 50mila tunisini su 11 milioni di popolazione totale, e le forze dell’ordine: naturalmente ci è scappato il morto, un 27enne, forse militante di Ansar Al Sharia, che non è, però, il primo da quando sono iniziate le tensioni fra governativi e fondamentalisti. All’origine delle rivolte c‘è il divieto del governo di tenere il congresso del movimento Ansar al Sharia, considerato una “minaccia”, che ha fatto esplodere l’ira del movimento vicino ad Al Qaeda.

Anche a Kairouan, dove erano schierati ben 11mila agenti si sono verificati scontri, non avendo il contrordine lanciato via web raggiunto tutti i militanti islamisti, così alcune centinaia di manifestanti hanno lanciato sassi contro i lacrimogeni. A Kairouan hanno però ricevuto molto meno sostegno dalla popolazione che non nel degradato ambiente urbano di Ettadhamen. Anzi, le testimonianze raccolte fra gli abitanti erano del tenore di questa: «Non abbiamo bisogno di un Califfato come sostengono i salafiti, ma di vivere sicuri. Vogliamo stabilità in tutto il mondo arabo».

Il portavoce del gruppo salafita, Seifeddine Rais, è stato tratto in arresto, mentre a Kairouan è finita in manette anche Amina Tyler, attivista di Femen. Verrebbe quasi da dire che per una volta le femministe prêt-à-porter hanno almeno mostrato coraggio, dopo le giuste accuse, mosse da pochi in verità, di protestare solo dove non c’è rischio alcuno e certezza di visibilità pubblicitari. Peccato che Amina non sia nell’organico delle FEMEN ufficiali, che continuano ad operare solo nel tranquillo Occidente, essendo invece la stessa ragazza indipendente che aveva mostrato il seno su internet. Adesso ha sfidato i salafiti davanti alla moschea nella quale si erano asserragliati: un gesto di coraggio, si approvi o meno il metodo, che la distingue nettamente dalle Femen ufficiali.

Ferdinando Menconi

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