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Elezioni: i soliti dati-fuffa

Alla luce di come vengono diffusi i dati i commenti dei partiti sono corretti, l’M5S è crollato mentre il PD ha tenuto e stravinto contro un PDL in crisi. I dati però vengono diffusi al netto dell’astensione, che stavolta almeno viene evidenziata, e già per le politiche vi facemmo vedere come le percentuali cambiavano drasticamente se rapportate agli aventi diritto e non ai votanti. Questa volta non è necessario ripetere quei calcoli di precisione: se si prende ad esempio la piazza principale, Roma, dove si è votato, basta farne di “spannometrici” per capire che il 40% di Marino è solo un 20%. Il fatto che quasi il 50% dei romani non abbia votato rende valido anche un calcolo approssimativo.

I “vincitori” possono comunque esultare, visto che, purtroppo, i seggi vengono ripartiti sulla base dei votanti e non degli aventi diritto. Bello sarebbe se il Consiglio comunale di Roma vedesse la metà dei seggi non assegnati, con un’aula semivuota che costantemente ricordi agli eletti quanto veramente rappresentano. Esiste però un altro malvezzo, quello di fare i confronti con le elezioni precedenti solo sulle percentuali e non sui voti effettivamente ricevuti. In questo caso il netto calo non sarebbe solo di Alemanno, ma anche Marino sarebbe uscito nettamente perdente nel confronto con Rutelli. Rutelli, avete capito bene. Sconfitto pure da Rutelli.

Confrontando i primi turni, infatti, se Alemanno esce devastato con 364.337 contro 677.350, un calo quindi non del 10% ma quasi del 50, anche Marino non ride. La sua sostanziale tenuta rispetto a Rutelli è solo apparente, 42,61% contro 45,77: in realtà è stata una débâcle di circa 250mila voti, 512.720 contro 761.126.

Non si illudano però i grillini: se dai freddi numeri esce una netta crescita rispetto alla tornata precedente, quando l’M5S non c’era e quindi non poteva essere altrimenti, la disfatta c’è e specie nelle consultazioni amministrative, dove la persona conta più della lista, continuerà ad esserci se il movimento continuerà ad affidarsi a dei Nerd di tastiera politica. Incapaci di confrontarsi con chi non esiste solo su internet ma vive anche nella realtà, quella non virtuale.

(fm)

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