Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Schiaffo inglese all’Europa

Strepitoso successo dell’UKIP (UK Independence Party) alle elezioni locali inglesi, dove è volato al 26% dei suffragi nelle circoscrizioni dove si è presentato, dando non solo uno schiaffo all’Europa, ma colpendo al cuore il mito del bipartitismo inglese, già messo in crisi dalle ultime politiche, dove era tornato in auge il partito liberale, a fianco del tradizionale binomio laburisti-conservatori.

Il significato del voto, però, va ben oltre il tradizionale euroscetticismo inglese, fino ad ora blandamente interpretato dai tories, e segna, anche oltremanica, la sfiducia verso i partiti tradizionali, che sempre meno interpretano la volontà popolare che dovrebbe essere alla base di ogni sistema che si vuole democratico.

Il colpo principale va, comunque, all’Europa, l’Europa di Bruexelles, che viene percepita, giustamente, come un qualcosa che non solo ha usurpato le sovranità nazionali, il che sarebbe tollerabile se si andasse verso uno stato federale, ma che ha, soprattutto, espropriato la sovranità popolare, essendo l’eurocrazia autoreferenziale e svincolata dai popoli che compongono quelle nazioni che sono il senso e l’essenza dell’Europa.

Gli inglesi, favoriti dal fatto che il termine euroscetticismo da loro non è una bestemmia da reprimere, hanno potuto chiaramente dire cosa pensano di una UE che rappresenta solo eurocrati, poteri forti e menti illuminate da organismi supranazionali,  ma completamente avulse dalla realtà sociale, cui si sentono superiori e che non deve permettersi di sindacare sul loro operato: Boldrini style per capirsi.

Il fenomeno UKIP, inoltre, va ad inserirsi in quella ondata di voglia di vera politica, sempre liquidata come antipolitica, cui appartengono fenomeni come quello dell’M5S che, pur fortemente differenziati, stanno creando un nuovo bipolarismo: quello fra i partiti tradizionali, sempre meno capaci di interpretare le esigenze popolari e che pensano solo all’interesse dell’apparato, perdendo così la loro funzione ed ogni significato, e i movimenti di base, che mirano a restituire al cittadino la sua centralità nella gestione dello Stato.

Il voto locale, che ha punito sia l’Europa che il sistema partitico inglese, è, naturalmente, stato liquidato come voto di protesta. Ma, ammesso che lo sia: non ci si dovrebbe preoccupare e porre rimedio alla, motivata, rabbia dell’elettorato, anziché fare spallucce e considerarli elettori di serie “B” da trattare con sufficienza? Il lato positivo dell’attitudine dell’establishment e delle oligarchie occulte è che la sottovalutazione della “protesta” ha permesso a questa di gonfiarsi ed estendersi in tutta Europa. La loro unica fortuna è che, ancora, non si è creato un collante ideologico che sappia incanalare e dare struttura organica alla rabbia popolare, ma la speranza che questo possa accadere è viva e vitale. 

Ferdinando Menconi

I nostri Editori

USA. La crisi è razzista, specie sui patrimoni

Refugium Onorevolorum – SMS