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Ancora episodi anticristiani in Israele

Che le comunità ebraiche sparse nel mondo si lamentino e si indignino di fronte a manifestazioni di odio antisemita è giusto e legittimo, ma quanto sta accadendo in Israele contro i cristiani è qualcosa di molto più grave di qualche scritta apparsa sui muri di Roma dopo il derby di Coppa Italia.

Se non si deve liquidare il gesto di qualche tifoso cerebroleso come episodio isolato, cosa bisogna fare davanti alle scritte blasfeme e di chiara minaccia apparse al cimitero cristiano ortodosso di Giaffa? Dove, su molte tombe, sono state tracciate nelle scorse ore parole come «vendetta» e «il prezzo da pagare»: slogan abituali delle spedizioni punitive antiarabe, e quindi antisemite, dei coloni ebrei nazionalisti, e fondamentalisti.

Sono gesti ben più gravi del FEMEN scritto da Amina sul muro di un cimitero tunisino, che peraltro era musulmano come lei, eppure l’indignazione occidentale è molto blanda: se, invece, la medesima cosa fosse accaduta in un cimitero ebraico in Europa i premier di tutto il mondo si sarebbero stracciate le vesti e la diplomazia israeliana sarebbe intervenuta in maniera pesante.

Non sono certo queste reazioni che critichiamo, sono più che legittime, ma lo scandalo è che nulla si muove né nelle cancellerie europee, né, ed è peggio, nel ministero degli Interni israeliano. I cittadini arabi di Giaffa hanno, infatti, da tempo denunciato l'inazione delle autorità israeliane contro le intimidazioni di matrice nazionalista. Queste azioni, poi, non possono neppure essere liquidate come un caso eccezionale: episodi di questo tenore si vanno ripetendo da tempo e, in un paese dove la videosorveglianza è capillare, nessun colpevole è stato ancora individuato, nonostante fosse evidente dove rivolgere le indagini.

Gli episodi anticristiani stanno passando, inoltre, dal sacrilegio all’intimidazione. Le scritte anticristiane, a Giaffa, non sono state trovate solo sulle tombe, ma anche su una residenza privata, come ad indicare la persona da colpire. Una sorta di marchio di matrice opposta a quello del sangue d’agnello che doveva spingere l’Angelo della Morte a pesach (passare oltre) e risparmiare i primogeniti di Israele.

È chiaro che sono episodi attribuibili ad una minoranza del popolo israeliano, ma le istituzioni del paese non sembrano intenzionate e perseguire questi fanatici, che vengono, invece, lasciati agire indisturbati perché è anche grazie a loro che si regge il governo Netanyhau. E poi, perché mai la polizia dovrebbe agire se nessuna diplomazia si indigna e reclama serie misure repressive verso questa ondata di fondamentalismo che incita all’odio religioso?

(fm)

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