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Iran: rischio astensione?

Solo sei candidati alle presidenziali iraniane, di cui quattro “conservatori” e solo un candidato “moderato”, si fa per dire, credibile: con una possibilità di scelta così limitata avevamo prospettato il rischio di una forte astensione, e l’ultimo intervento di Khamenei, Guida Suprema del paese, pare confermare questa impressione.

Il leader, non elettivo, dell’Iran, nel recarsi alle urne appena aperte presso il seggio nella moschea dell'Imam Khomeini a Teheran, ha esortato i connazionali a votare in massa per le elezioni presidenziali. Il timore che essi possano disertare le urne è quindi forte e, come ha sottolineato l’Ayatollah, l'avallo popolare al successore del presidente Mahmoud Ahmadinejad è necessario a conferire forza alla carica nell'affrontare i nemici della repubblica islamica.

In effetti un presidente eletto con percentuali di voto “romane”, vedi le ultime Amministrative, difficilmente potrebbe accreditarsi come realmente democratico presso la comunità internazionale, considerate anche le modalità di preselezione dei candidati messe in atto dai Guardiani della rivoluzione. I quali temevano un rafforzarsi dell’autorità presidenziale, avvenuta proprio durante il periodo Ahmadinejad, a detrimento delle cariche rivoluzionarie non elettive. Infatti, pur essendo un fervente musulmano, conservatore e venato di autoritarismo, il Presidente uscente, forte del consenso popolare, si era spesso contrapposto al potere religioso, arrivando sull’orlo dello scontro aperto. Un fatto che ha portato all’esclusione del suo delfino dalla consultazione elettorale.

Una scarsa affluenza aprirebbe un problema non solo internazionale, ma anche interno: il presidente potrebbe non essere percepito come il rappresentante del popolo, ma come la marionetta della Guida e dei Guardiani, il che alla lunga potrebbe portare a destabilizzare il granitico ordinamento iraniano.

Chissà se questa volta le polemiche post elettorali non saranno sui brogli, ma sugli elettori condotti a forza nei seggi per farli votare: perché il dato davvero interessante delle elezioni in corso verterà, assai probabilmente, su quanti avranno votato. Un rappresentante del popolo, presidente, parlamentare o sindaco che sia, se eletto da una percentuale infima di questo ha legittimità ed autorità scarse, se non nulle.

(fm)

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