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Siria. Guardie della Rivoluzione contro F16 e Patriot

Come era prevedibile gli F16 e i Patriot, che avrebbero dovuto essere smobilitati al termine delle esercitazioni congiunte USA-Giordania, resteranno in loco, magari in previsione della No Fly Zone che gli atlantisti intendono imporre alla Siria.

La prima reazione è arrivata dal “neo moderato” Iran, che ha previsto l’invio di quattromila Guardie della Rivoluzione a sostegno del regime di Damasco, un gesto che potrebbe destabilizzare ulteriormente la situazione e che, in caso di invasioni straniere, trasformerebbe la guerra civile in un conflitto regionale di inusitata ampiezza.

Anche Putin è andato giù contro Regno Unito e USA, arrivando provocatoriamente a chiedere ad Obama se gli USA siano alleati con gente che mangia gli organi interni dei nemici uccisi, facendo riferimento al famoso video in cui un ribelle avrebbe mangiato il cuore di un lealista. La No Fly Zone è assolutamente fuori questione per la Russia, che intende boicottarla sia in sede Onu che consegnando i suoi sistemi antimissile ad Assad. Il Presidente russo ha, poi, fatto notare agli umanitari esportatori di democrazia che sono macchiate di sangue le mani di entrambi i contendenti e ha ribadito, pertanto, che solo la via negoziale va perseguita.

Anche le famose prove di uso del gas da parte di Assad sono state bollate da Putin come non convincenti, se non come inconsistenti, e quindi il passaggio della “linea rossa”, che consentirebbe l’intervento armato, non avrà mai l’approvazione della Russia in sede ONU ed eventuali azioni unilaterali potrebbero innescare pericolose ritorsioni.

Più che avvicinarci alla fine della Guerra Civile, come poteva sembrare dopo la convocazione della Conferenza di Ginevra 2, stiamo avvicinandoci ad una espansione del conflitto che potrebbe andare ben oltre la scala regionale, visto anche che le milizie iraniane potrebbero trovarsi vicine come non mai al confine Israeliano.

(fm)

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