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Turchia nella UE : un rinvio solo tattico

L’Unione Europea è addivenuta al più ipocrita compromesso fra chi voleva far procedere i negoziati d’adesione della Turchia all’Unione europea, come la Bonino, e chi, invece, giustamente voleva dar loro, almeno, un deciso colpo di freno, così da dare un segnale di malcontento dopo le repressioni delle manifestazioni contro il governo di Ankara.

I Ventisette hanno sì deciso di aprire il prossimo capitolo di dialogo, dedicato alle politiche regionali, ma i negoziati inizieranno solo in autunno:insomma, giusto una bacchettata, e meramentesimbolica, sulle dita di Erdogan, che nulla cambia sulle procedure di adesione e gli dà il via libera nel reprimere le proteste senza curarsi della democrazia: gli interessi dei delocalizzatori e degli atlantisti sono troppo forti.

Non solo Bruxelles finge di non vedere il grave deficit democratico presente in Anatolia, ma ignora anche gli insulti e le provocazioni di Erdogan dirette all’UE stessa, come il non riconoscimento della Presidenza cipriota e dell’Europarlamento.

Mentre le Bonino di tutto il mondo esultano e al Bilderberg si fa festa, i ragazzi turchi si gettano a terra, in mezzo ai passanti, come fossero stati appena uccisi. Questa è l’ultima  forma di protesta messa in atto dall’ala creativa della rivolta per protestare contro la scarcerazione di un agente di polizia, accusato di aver ucciso un ragazzo durante le contestazioni delle scorse settimane.

L’agente è stato rilasciato dal giudice, sulla base dell’ipotesi della legittima difesa, e verrà giudicato in stato di libertà, ma questo non importa agli esportatori di democrazia della UE, tanto alcuni di loro hanno permesso ed assolto crimini ancor peggiori, quando commessi dai loro sbirri.

L’ingresso della Turchia è solo rimandato, quindi, poco importa che l’uscita dalle carceri dei manifestanti sia lontana: la suscettibilità degli eredi del califfato non va turbata, come avviene in una scuola elementare viennese dove non si deve più parlare dei due, falliti, assedi di Vienna da parte dell’Impero Ottomano. Ricordare le sconfitte nei tentativi di invasione, da loro messi in atto per secoli, potrebbe turbare quei turchi che continuano a volere entrare in Europa. Con Giannizzeri o senza pare sempre più una mera questione di dettaglio: loro inaugurano i lavori dei ponti sul Bosforo il giorno dell’anniversario della caduta di Costantinopoli e fanno bene.

La “Mela d’oro” è matura. Anzi, quasi marcia ormai.

(fm)

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