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Siria. La Francia “conferma” l’uso di gas

Gli esami di laboratorio, sui campioni portati dalla Siria dai corrispondenti di Le Monde, confermerebbero l’uso di gas sarin in Siria, ma il condizionale resta d’obbligo, non tanto sulla validità delle analisi quanto per la provenienza dei campioni.

Questi sono stati raccolti dai giornalisti presso un ospedale che cura essenzialmente ribelli, il che ingenera forti dubbi e non le certezze che se ne vorrebbero far discendere. Il fatto che i contaminati fossero degli insorti non significa necessariamente che sia stato Assad ad impiegare le armi chimiche, nel presupposto che «mai questi avrebbero usato il gas contro loro stessi». Senza arrivare al complottismo da “è tutta una montatura per poi accusare il tiranno”, basta considerare che si tratta di sostanze molto difficili da maneggiare e quindi l’incidente, specie essendo di fronte a personale che ha ricevuto un addestramento sommario, può capitare facilmente.

Sulle base dei dati si potrebbe addirittura capovolgere l’accusa, sostenendo che i ribelli si sono contaminati in un maldestro tentativo di usare il gas contro le truppe lealiste, e non sarebbe un ipotesi così peregrina. Il fatto che anche dei civili siano stati contaminati significa ancor meno: le accuse mosse ai ribelli di aver usato il sarin, e proprio contro i civili, sono abbastanza circostanziate. Se qualcuno volesse ancora ritenere che ci stiamo arrampicando sugli specchi, difendendo Assad e non la ricerca della verità, e che siamo di fronte prove inconfutabili, poniamo questa domanda: che validità si potrebbe dare a campioni raccolti da soldati di Assad e fatti pervenire dal regime? Non la si considererebbe falsa propaganda e, a sostegno della tesi, non si userebbero gli stessi nostri argomenti, magari aggiungendovi anche quelli più complottisti?

Non mettiamo in dubbio la buona fede dei giornalisti, ma si tratta sempre di un giornale vicino alla linea governativa francese: in un tribunale prove di questa provenienza, se ammesse, lo sarebbero con riserve, forti riserve. Non siamo, però, davanti a tribunali, ma ad uno sforzo di propaganda, e quindi ogni elemento deve venir deformato e strumentalizzato così da soddisfare le esigenze di chi ha bisogno che Assad abbia varcato la “Linea rossa” dell’uso dei gas.

È  da presumere che sui dati di laboratorio francesi, che non indicano in alcun modo chi abbia usato il gas, si cercherà di montare il casus belli che trascinerebbe il Medio Oriente, e forse non solo quello, nel baratro della guerra.

(fm)

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