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Siria. Colpo di freno USA sul gas

Inghilterra e Francia spingono sul pedale del gas, sostenendo di avere le prove che Assad lo ha usato, ma gli Stati Uniti danno un forte colpo di freno: «Dobbiamo raccogliere altre prove. Dobbiamo fare in modo che siano verificabili. Dobbiamo corroborarle, prima di prendere una qualunque decisione basata sull’assunto che il regime siriano ha impiegato armi chimiche», ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney.

Non sono più gli USA i falchi dell’interventismo, ma anche in Libia il caos fu scatenato dai francesi, e dopo aver mosso le prime accuse e sostenuto di avere le prove che Assad avesse passato la linea rossa, adesso Oltreoceano mostrano prudenza. È possibile che sulle scelte di Washington pesi il precedente di George W. Bush, che scatenò la guerra a Saddam mentendo agli statunitensi e al mondo sulle armi di distruzione di massa, ma non si può escludere che l’accordo con la Russia, per esperire un reale tentativo di soluzione negoziale della crisi, non sia solo di facciata.

È anche possibile che nell’amministrazione Obama ci si sia resi conto della deriva islamista della ribellione e che a prendere il potere potrebbero essere proprio le frange terroristiche incontrollabili, nel caso in cui si verifichi uno scenario di tipo libico con intervento straniero. Inoltre, la guerra civile è sul punto di assumere le caratteristiche di un disastroso conflitto regionale.

La presenza di milizie di Hezbollah sul campo di battaglia è il primo segnale di coinvolgimento del Libano nel conflitto e i ribelli, dopo aver perso la roccaforte di Qusayr, hanno reagito occupando il valico di Quinetra nelle alture del Golan, all’interno della fascia smilitarizzata fra Siria e Israele, dove un colpo di mortaio errante ha anche colpito una postazione di caschi blu dell’ONU.

Le deriva regionale può essere una carta che i ribelli intendono giocare prima della Conferenza di Pace di Ginevra, così da imporre l’intervento militare straniero. Che nonostante le dichiarazioni franco-inglesi è sempre più improbabile, visto che gli USA schiacciano sul freno e non sul gas e che la Turchia ha i suoi problemi di politica interna, figli anche, ma non solo, di una sciagurata gestione della crisi siriana.

(fm)

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