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Siria. Slitta la Conferenza di Ginevra

Battuta d’arresto per la conferenza di Ginevra, inizialmente prevista per il mese di giugno, e il rinvio dipende soprattutto per le reticenze dei ribelli che devono fronteggiare un forte disaccordo interno. Secondo l’inviato dell’ONU, Lakhdar Brahimi, le due parti in conflitto non sono ancora pronte: «Sono in corso delle trattative fra le fazioni siriane in lotta con la mediazione della comunità internazionale. L’obiettivo è formare una delegazione del governo siriano che sia accettata dall’opposizione».

L’impressione è piuttosto che siano i ribelli a non essere in grado di formare una delegazione, accettata al proprio interno, e che le pregiudiziali sulla quella governativa servano anche a nascondere le fratture interne all’opposizione. Un altro nodo irrisolto è la partecipazione dell’Iran alla conferenza, osteggiata dagli occidentali, ma che per i russi è fondamentale, essendo necessario che siano coinvolti tutti i paesi interessati, a qualsiasi titolo, dalla crisi siriana. Il 25 giugno si terrà, pertanto, solo un prevertice e la conferenza vera e propria slitterà a luglio. Una battuta d’arresto in fondo prevedibile: l’accordo russo statunitense era stato preso bypassando altre potenze interessate alla crisi, prime fra tutte Francia e Regno Unito.

Comunque, non è ancora tempo per il pessimismo. L’accelerazione imposta da Lavrov e Kerry era stata forse eccessiva e si necessitava ancora di un ulteriore momento di riflessione, ma l’impulso ormai è stato dato e, fatte salve improvvise degenerazioni regionali del conflitto, la via della conferenza sembra essere tracciata: peccato solo che ogni ritardo significhi ulteriori perdite di vite umane.

(fm)

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