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Antilettura estiva: “Oblómov”

Bisognerebbe leggere il capolavoro di  Gončarov, “Oblómov”  (edito da Feltrinelli, qui), specie d’estate, per abbandonare la caciara, la penuria letteraria, la folla informe e tremendamente svagata, ritirandosi nelle stanze ovattate, con le ragnatele agli angoli, del protagonista di questo romanzo.

Per la sua inflessibile indolenza, che lo porta a trascorrere giorni, mesi e anni sonnacchioso sul divano, Oblómov è stato definito un pigro; un indolente, per l’indomita passività di fronte alle fatiche e agli sconquassi che a qualsiasi uomo, volente o nolente, toccano in sorte; egli è persino riluttante ai minimi svaghi: «Non leggo mai né giornali né romanzi», comunicherà ai pochi esclusivi ospiti, che tenteranno di somministrargli un po’ di vita, anche se riflessa. Ancora peggio, per non avere afferrato e fatto suo il destino, ma esserselo lasciato scivolare via come una coperta malriposta su gambe flaccide, è stato considerato un antieroe.

Egli, invece – al di là dell’interpretazione dei letterati e dei soliti, tanto inspiegabili quanto oscuri, “ottimisti della vita” – non è altro che un antimoderno, il quale, non sapendo cosa farsene del flusso ciarliero e sempre uguale della vita, va controcorrente. Non è un gentleman, lui, ma un signore, figlio di un’educazione pigra e sorniona, circondata da agi e ozi, scevra di dubbi che possano incrinare la quiete domestica, con la consuetudine da sibariti di rimandare a domani quel che può essere fatto oggi: la fretta è affare mondano e riguarda gli uomini costantemente in affanno, non i signori.

Alla minaccia di un imminente trasloco, prospettata dal suo servo Zachar, Oblómov si opporrà sistematicamente. «Ma in fondo lo fanno tutti, che male c’è?», oserà ribattere il servo. Non avrebbe potuto fargli un’offesa peggiore: paragonarlo alla gente, vale a dire al comune sentire. Lui non è tutti, lui è Oblómov, che per infinita onestà ha rinunciato alla vita per mancanza di similitudine: troppo convulsa, la vita, per il sogno audace, audacissimo, di pace che egli coltiva; troppo pratica e utilitaristica per coinvolgere la personalità, in cui scintillano intimi vizi e profonde virtù. Basta l’automatismo, agli altri, per vivere. Ecco il significato della domanda, che spesso, non senza paura, rivolge a coloro che si ostinano a raccontargli com’è il mondo fuori da quelle stanze: «Ma dov’è, dov’è l’uomo?».

Egli non partecipa ai salotti di società, i cui frequentatori, per mestiere, sparlano argutamente alle spalle degli altri; non si piega alle ipocrisie e ai manierismi, che desterebbero in lui quella solitudine che una stanza perfettamente vuota non gli ha mai procurato. Non partecipa al mondo per evitare di diventare misantropo. Un leopardiano compiuto, questo Oblómov, che non si consegna al mondo per non smarrire il lusso di sognarlo ancora.

Una ragazza, Ol’ga, per eccesso di orgoglio – vanitas vanitatum  – per poco non lo salverà: per lei ritroverà la voglia di uscire, di andare a caccia dei lillà disseminati come promesse e di tenersi aggiornato sui fatti per essere alla pari con la vita. Tornerà l’ardire degli occhi e della volontà, ma quando dovrà fare i conti con le necessità pratiche di un tale matrimonio, quando verrà imbrogliato come un bambino – lui che ha il cuore immacolato di una colomba – da gente rozza e interessata, capitombolerà sul divano.

Sarà il suo unico vero amico Andrej, a sgominare i disonesti, ma non riuscirà a portarlo con sé al centro dell’esistenza e rinuncerà una volta per tutte a salvarlo dal male, che egli chiama “oblomovismo”, quando scoprirà che l’amico ha sposato in segreto la sua padrona di casa, donna tanto buona quanto stupida, dalla quale ha avuto persino un figlio. Questo è l’abisso da cui non è possibile fare ritorno: trovare la pace, disattendendo quello che il suo rango sociale, il sangue, impone.

Oblómov morirà del suo abisso: né i medici, né i buoni consigli, né l’amore stesso potranno riportarlo all’uomo che avrebbe potuto essere e non è stato. Ma lui era un signore, non un uomo qualunque.

Fiorenza Licitra

 

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