Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Armi lecite e illecite

Stabilire se armi chimiche siano effettivamente state usate in Siria, e da chi, a ben guardare è discussione oziosa e pretestuosa.

La guerra cavalleresca, dove si scontrano ad armi pari guerrieri che mettono alla prova il loro valore, è una finzione romanzesca. Le guerre sono sempre state sporche. Anche nei tempi antichi si cercava di terrorizzare la popolazione nemica, la si affamava assediandone gli insediamenti e devastandone i terreni agricoli. Si bruciavano i raccolti, si deviavano le acque.

Chi dispone di armi che l’altra parte non ha, le usa. I Romani sconfissero i Celti anche grazie alla tempra migliore delle loro spade, mentre quelle del nemico si piegavano più facilmente. Non è che i Romani rinunciassero alle loro spade e adottassero quelle del nemico per combattere ad armi pari. Non si è mai dato nella storia. Hitler non usò le armi chimiche perché le avevano anche i suoi nemici e perché nella Grande Guerra erano risultate meno efficaci di quanto si pensasse.

Venendo a noi, come si può tracciare una linea di confine fra armi disumane e armi umane?

Cosa di qualitativamente diverso fa sì che il Sarin o il gas Nervino siano armi vili e spregevoli mentre una bomba caricata con uranio “impoverito” e sganciata da un drone telecomandato da migliaia di chilometri di distanza risponderebbe a criteri di umanità? Cosa rende qualitativamente diverse le armi chimiche dalle bombe a frammentazione o le mine antiuomo?

I propagandisti al servizio dei padroni del mondo risponderebbero che i bombardamenti dei droni e i missili Cruise colpiscono gli obiettivi con precisione e non in modo indiscriminato. Dato e non concesso, i bombardamenti al fosforo che bruciano interi quartieri e scarnificano i corpi, bombardamenti ripetutamente effettuati da americani e israeliani su tanti fronti, cosa hanno di meno mostruoso dei gas? 

La verità è questa: le guerre, tutte le guerre, di ieri e soprattutto di oggi, consistono nel tentativo di una comunità di piegare alla propria volontà con la violenza un’altra comunità, la quale, se non si sottomette, viene minacciata di distruzione. A questo fine, ogni contendente usa le armi di cui dispone. Talvolta rinuncia a farlo soltanto perché sa che il nemico possiede la stessa arma e potrebbe effettuare una ritorsione devastante.

I trattati, le convenzioni, le regole per una guerra meno distruttiva possibile, sono generosa aria fritta.

C’è un solo principio che garantirebbe la pace: la “non ingerenza negli affari interni degli altri Paesi”. Anche questo principio è un pezzo di carta regolarmente e sistematicamente stracciato, non da oggi ma da sempre. Il più forte trova sempre un pretesto per dare veste legale alla sua sopraffazione.

In altre epoche era l’onore, la vendetta per un torto subìto, la diffusione della vera fede, l’offerta della civiltà a popoli “barbari e selvaggi”. Oggi è  “l’ingerenza umanitaria”, l’instaurazione della democrazia, la difesa dei popoli oppressi dai tiranni. Quando i più forti decisero di distruggere la Jugoslavia nonostante mancasse l’approvazione dell’ONU, la NATO si sostituì al consesso delle Nazioni. E il “comunista” D’Alema, allora capo del governo italiano, partecipò all’aggressione dichiarando che l’Italia si allineava alle decisioni della “comunità internazionale”. L’alleanza militare di alcuni Stati diventava magicamente “la comunità internazionale”.

Se le armi chimiche fossero effettivamente state usate dal governo siriano, vorrebbe dire che quel potere si sentiva in grado di far valere il diritto del più forte nei confronti dei ribelli. Se un’altra “coalizione dei volonterosi” colpirà la Siria, vorrà dire che viene esercitato il diritto del più forte, non del più giusto.

Fra gli Stati vige solo la legge del più forte.  Le armi chimiche non sono peggiori delle bombe al fosforo, anch’esse chimiche. 

Questo ragionamento non significa un cinico e opportunista rifiuto di schierarsi. Ci sono cause più giuste e meno giuste, secondo la scala di valori cui si è sensibili. Hitler voleva creare un Impero su basi etniche, sulla discriminazione razziale; è bene che abbia perso la guerra per questo, non perché i tedeschi fossero cattivissimi, i russi cattivi e gli anglo-americani buoni e liberatori.

Assad non è il cattivo e Obama non è il buono. La sfida finale fra il Bene e il Male è roba  per i filmacci hollywoodiani. Nella dura realtà della storia non ci sono armi buone e armi cattive ma solo la legge del più forte. 

Luciano Fuschini

I nostri Editori

Il centenario Priebke e il rischio di diventare "nostalgici dell'odio"

L'ennesima terroristica "guerra umanitaria"