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    martedì
    set032013

    Siria. Emergenza umanitaria: colpa di Assad o degli USA?

    Si preannuncia una terrificante emergenza umanitaria per la Siria. Si parla già di due milioni di profughi in fuga da una guerra che non è stato neppure necessario cominciare, a parte un paio di test missilistici per sondare i tempi di reazione di Damasco.

    Non è però colpa del criminale Assad se ancora più profughi sono in marcia e, ahinoi, in mare: questa volta si tratta di quelli che avevano deciso di restare nonostante la guerra civile. Un conflitto che questi “civili inermi” ritenevano di essere in grado di gestire, magari con grossi rischi, e che quindi non era stato in grado di convincerli ad abbandonare la madrepatria. I missili franco-statunitensi, invece, sono riusciti là dove lealisti e qaedisti avevano fallito: ma come biasimare un popolo se teme le bombe intelligenti, quelle che fanno stragi di “civili inermi” sin dai tempi della prima guerra del Golfo?

    Quanto provocato dagli USA in Iraq è un’esperienza tragica che è sotto gli occhi di tutti e che spinge naturalmente alla fuga: ma non le milizie fedeli al tiranno, su cui qualche missiletto andrà tirato per vederle defezionare, bensì i “civili inermi”, proprio quelli che gli esportatori di democrazia usano come scusa principe per bombardare qua e là.

    Se il flusso di profughi sarà confermato la destabilizzazione dell’area sarà ottenuta anche senza che la guerra sia combattuta. Certo le masse umane in movimento non scateneranno conflitti regionali e globali, almeno non nel breve termine, ma il costo sarà comunque elevato, anche se ci sarà comunque chi ne saprà trarre vantaggio. Il business dell’ONLUS umanitaria riesce spesso ad esser meno etico di quello del mercante d’armi, che almeno non mette in conto l’optional ipocrisia.

    Obama ha tentato il colpo gobbo sbandierando un attacco col gas cui non ha creduto nessuno, talmente fasullo che neppure i servi più sciocchi hanno accettato di seguirli in guerra. Altro che scatenare l’indignazione mondiale generalizzata a sostegno dell’intervento: si sono accesi un po’ i cervelli e addirittura alcuni media mainstream cominciano a fare ragionamenti simili a quelli che noi portiamo avanti sin dall’inizio della crisi. E addirittura il Papa ora condivide la visione di chi, senza neppure l’aiuto dello Spirito Santo, si era reso conto da tempo del rischio di conflitto globale in caso di attacco occidentale.

    L’aggressione non è stata ancora sferrata e già ci sono vittime, ma domani arriveranno anche i profittatori dell’emergenza umanitaria: i profughi fasulli e i politici che li cavalcano. Un’emergenza che pagheremo noi più di coloro che l’hanno scatenata, anche se nella guerra guerreggiata c’è qualche speranza che esportatori di democrazia e dittatori si massacrino un po’ fra loro.

    E pensare che la Conferenza di Pace era bella e pronta, con Assad disposto a sedersi al tavolo delle trattative; ma questo i media “principali”, nonostante i voltafaccia, sanno che non devono menzionarlo.

    Ferdinando Menconi

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