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Medio Oriente: tutti contro tutti?

Quello che sta succedendo in Medio Oriente, con la grande coalizione dei nuovi “volonterosi” contro il Califfato e con tutte le ambiguità, con tutte le contraddizioni e tutti i retropensieri che la minano dall’interno, è molto istruttivo e rivelatore di ciò che probabilmante accadrà su scala molto più vasta.

Il Califfato fa evidentemente comodo a molti.

Viene foraggiato dall’Arabia Saudita in funzione anti iraniana, anti sciita, anti Assad. Viene sostenuto dalla Turchia in funzione anti curda e per l’utilità che può avere nel disegno di penetrazione in quello che fu l’impero del sultanato. Fa comodo agli USA perché può offrire il pretesto per insinuarsi in Siria e liquidare Assad, con ciò dando un colpo durissimo all’Iran e in ultima analisi a quella Russia di Putin che sta procurando molti grattacapi all’Impero.

Bisognerebbe anche chiedersi come mai Israele sembri preoccuparsi di tutto tranne che del Califfato. Eppure quei fanatici potrebbero diventare i mortali nemici di Israele. In realtà i dirigenti sionisti si godono lo spettacolo della disgregazione degli Stati loro confinanti, e delle tribù sunnite e sciite che si scannano anziché unirsi contro lo Stato ebraico. Dal canto suo, il Califfato non si sente affatto una pedina né dell’Arabia Saudita, né della Turchia, né tantomeno di Israele e degli USA.

I combattenti dello Stato Islamico odiano l’Occidente, decapitano occidentali a cui impongono camicioni di colore arancione come quelli dei musulmani seviziati a Guantanamo. Si preparano a minacciare anche i loro sponsor.

A completare e complicare il quadro, si deve rilevare che in fondo il Califfato fa comodo anche alla Siria di Assad, e quindi a Iran e Russia.

Infatti nel loro fanatismo folle e forse stimolato  da droghe, i guerrieri del Califfo si scagliano ferocemente pure contro gli altri gruppi che combattono l’esercito siriano, compresi quelli che si ricollegano ad Al-Qaeda. Assad ne sta traendo un indubbio beneficio.

Inoltre infieriscono contro i curdi, nemici sia della Turchia sia del governo di Damasco, e combattuti pure dall’Iran. Insomma, il Califfato fa comodo a tanti, ma sono quegli stessi per i quali rappresenta una minaccia.

Questo quadro caotico, attraversato da contraddizioni non componibili, prefigura lo scenario più probabile della grande guerra mondiale che si sta preparando.

Non si deve pensare che sarà lo scontro fra due schieramenti granitici e nettamente contrapposti: da una parte la NATO, Israele e gli alleati asiatici degli USA, dall’altra parte i BRICS, l’Iran e alcuni Paesi dell’America Latina.

Ci sono profonde linee divisorie anche all’interno dei due schieramenti ipotizzati. Stiamo già assistendo a qualcosa di impensabile: il Vietnam alleato degli USA. I nemici dei miei nemici sono miei amici, anche quando i nuovi amici in tempi recenti hanno ucciso milioni di miei concittadini, hanno fatto nascere migliaia di bambini deformi a causa dei defolianti chimici che hanno inquinato la mia terra. Ora la Cina è per il Vietnam più minacciosa degli USA, quindi i nemici di ieri sono gli amici di oggi.

Sarà piuttosto una guerra fra alleanze a geometria continuamente variabile.

Sarà una mischia generale, una guerra di tutti contro tutti, fra nazioni ma anche all’interno delle nazioni.

A meno che la tentazione di un colpo decisivo preventivo attraverso una tempesta di missili con testate nucleari, non trasformi rapidamente il pianeta in un ammasso di rovine fumanti veleni radioattivi.

Allora non ci sarebbe spazio né tempo per le geometrie variabili e i calcoli sulla pelle delle tribù inferocite.

Allora sarebbe il Tempo dello svelamento, dell’inveramento delle profezie antiche.

Luciano Fuschini

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