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La Francia scopre il bubbone europeo

E insomma è ufficiale: la Francia non rispetterà gli obiettivi sul deficit fino al 2017. A dirlo è lo stesso ministro delle Finanze Michel Sapin, parole pronunciate proprio in occasione della presentazione della Finanziaria 2015. Non si tratta, evidentemente, di una cosa inaspettata, quanto di una pura e semplice constatazione. Ma la cosa dice tutto. 

Dice in primo luogo che malgrado tutte le dichiarazioni felpate dalle parti della Banca Centrale Europea, la situazione non ha neanche minimamente cambiato verso rispetto alla discesa inesorabile partita nel 2007.

Dice che tutto quanto fatto sino a ora si è rivelato non solo inutile, ma anche controproducente. E dice però due cose ancora più importanti.

Intanto che per la prima volta un governo di un Paese di un certo calibro come la Francia esce allo scoperto con parole chiare e inequivocabili rivolte a troika e Germania: è tecnicamente impossibile rispettare i dettami imposti e dunque, molto semplicemente, non li si può rispettare. La seconda è che per la prima volta, con queste dichiarazioni, si apre un fronte nuovo. La constatazione del governo francese è un precedente che sarà seguito facilmente da molti altri governi, quello italiano in primis, ammesso che rimanga saldamente al suo posto, il che non è affatto detto (basta guardare i nostri dati e le ultime dichiarazioni di Padoan in merito).

A questo punto i possibili sviluppi della situazione non sono più di due. Lo scenario "classico" è quello delle ulteriori sanzioni, dei commissariamenti di Fmi, Ue e Bce. Troika a gamba tesa e tragedia greca anche per la Francia. Quello più probabile, a nostro avviso, è al momento invece quello che vuole un sensibile cambio di rotta di tutte le politiche economiche europee. L'Europa ora è letteralmente costretta a farlo, se vuole evitare che il buco nero sia evidente al mondo in tutta la sua profondità.

Se ci si rende conto - come ormai è chiaro - che a nulla sono valse e varranno tutte le misure decise nel solco del contenimento dei conti grazie alle vessazioni che i popoli stanno subendo, dalle parti di Francoforte e di Bruxelles, e obtorto collo anche da quelle di Berlino, ci si dovrà inventare qualche soluzione per dare almeno l'illusione che il circo possa riprendere a funzionare. Un po' di allentamenti vari sino a ora negati in ogni ordine e grado, un po' di denaro a pioggia per dare un filo di ossigeno in più ai popoli, il tutto condito dalle dichiarazioni di "necessità eccezionali" del momento. E ovviamente con il solo scopo di prendere tempo e rallentare una traiettoria che per sua natura è comunque già segnata e non invertibile.

Del resto, se si andasse avanti con l'imposizione di misure in stile Grecia - che ha rappresentato e rappresenta l'esperimento generale in tal senso - non è affatto detto che spagnoli, italiani e soprattutto francesi accetteranno il tutto allo stesso modo. Anche perché se in Spagna e in Italia (e in Portogallo) non esiste una reale alternativa politica ai governi attualmente in carica, in Francia vi è invece il Front National di Marine Le Pen che potrebbe sul serio, in questo quadro, fare il salto di qualità, in termini numerici, per soddisfare le mozioni di cittadini che non crediamo inclini ad accettare supinamente in patria ciò che sta invece accadendo, senza alcuna reale sollevazione sociale, negli altri Paesi. 

(vlm)

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