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Violenze anti operaie, modello USA

Di quello che è accaduto a Roma due giorni fa, con la polizia che ha picchiato diversi operai delle Acciaierie di Terni, si sta discutendo molto e i media ne danno ampia informazione. Noi stessi ne abbiamo scritto giusto ieri, estendendo il discorso all’estrema ambiguità (per non dire di peggio) dei dissidenti del Pd che sbraitano contro Renzi e il suo governo ma poi si guardano bene dall’andare al di là delle dichiarazioni di principio, assicurando invece di voler restare nel partito e continuare a sostenere l’Esecutivo.

È importante, però, non limitarsi a osservare ciò che avviene in Italia. Guardare oltreoceano, per esempio. Tenere bene a mente ciò che si è visto.

 

A Morewood, Pennsylvania, la situazione è diventata assai tesa. Si sono infatti aggravate le tensioni tra i lavoratori in sciopero e i proprietari di due grandi aziende fornitrici di carbone da acciaio, la “H.C. Frick Coke Company” e la “McClure Coke Company”, rendendo quanto mai concreto il rischio di un’escalation violenta.

Al centro del dissidio, che ormai si trascina da alcuni mesi, ci sono le rivendicazioni degli operai, imperniate sulla duplice richiesta di condizioni di lavoro meno gravose e di paghe meno risicate. In un primo tempo sembrava che si potesse pervenire a un accordo di reciproca soddisfazione, poi i rapporti sono molto peggiorati. I proprietari delle imprese si sono trincerati dietro le difficoltà di mercato, che unitamente agli scioperi hanno portato a un blocco delle attività, e hanno ribaltato i termini della questione. Affermando che non solo non possono concedere alcun miglioramento contrattuale, ma che devono abbassare le retribuzioni di circa il 10 per cento e introdurre una serie di restrizioni. In particolare, la rinuncia preventiva a qualunque altro sciopero e il passaggio a contratti individuali da negoziare (si fa per dire) con ogni singolo assunto.

Nel comunicato, redatto in toni imperativi e quindi unilaterali, si legge tra l’altro: «Crediamo che dopo aver letto e riflettuto accuratamente, concorderete che si tratta dell’accomodamento più liberale per i lavoratori. Ci rammarichiamo che in forza della cattiva situazione commerciale non saremo in grado di riprendere appieno la produzione». In pratica, il classico ricatto travestito da soluzione obbligata. Per restare competitivi si deve produrre uno sforzo maggiore. Che ricadrà, manco a dirlo, sulle spalle dei dipendenti.

L’aut aut, questa volta, non ha funzionato. Moltissimi degli scioperanti hanno tenuto duro e la frustrazione, che era già alta a causa del protrarsi del conflitto sindacale e della relativa perdita degli stipendi, ha finito con l’esplodere. Anche perché, nel frattempo, la “H.C. Frick Coke Company” ha cominciato a buttare fuori dalle abitazioni di sua proprietà gli affittuari divenuti insolventi.

L’esasperazione è fatalmente sfociata in gravi disordini, che si sono svolti nell’abitato di Morewood e che hanno indotto lo sceriffo Clawson a sollecitare l’intervento della Guardia Nazionale. Il Governatore della Pennsylvania, neo eletto e appartenente al Partito Democratico, si è però rifiutato, inducendo lo stesso Clawson a cavarsela a modo suo. Risultato: la nomina, come aiutanti provvisori, di ben sessanta uomini armati, venti dei quali provenienti comunque dalle file della Guardia Nazionale. Il contingente ha anche il compito di sorvegliare la fabbrica, trasformando così una funzione di ordine pubblico in un servizio di vigilanza privata.

La domanda che ne scaturisce è allo stesso tempo ovvia e drammatica: come reagiranno, questi sceriffi improvvisati, di fronte a centinaia e centinaia di operai furibondi che dovessero puntare sugli impianti?

Federico Zamboni


PS I fatti che avete appena letto sono accaduti nel 1891, e il tragico epilogo fu che l’ultima marcia dei dimostranti, partita tra le 2 e le 3 del mattino e accompagnata da una banda musicale, si tramutò in un massacro. Le guardie armate della  “H.C. Frick Coke Company” fecero fuoco ripetutamente uccidendo sei persone sul colpo e ferendone molte altre, tre delle quali morirono anch’esse.

1891: centoventitre anni fa. Quando negli Stati Uniti d’America c’erano ancora dei lavoratori pronti a ribellarsi allo strapotere dei turbo-capitalisti dell’epoca. Quando il “Laboratorio Stars & Stripes” stava mettendo a punto i suoi protocolli economici e sociali.

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