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Cina: grosse manovre monetarie in corso

L’avvicinamento della Cina alla Russia, con la conseguente prudente a inesorabile de-dollarizzazione dei forzieri cinesi, prosegue senza sosta. Accordi commerciali tra i due colossi si susseguono, spostando l’asse economico e geopolitico della Cina non già oltre il pacifico ma più vicino al continente asiatico. L’enorme mole di debito estero statunitense acquistato dalla Cina regolarmente per mantenere in vita artificialmente il bluff Usa è in smobilitazione da tempo. Ma ci sono due ulteriori aggiornamenti i quali vanno entrambi nella medesima direzione. Da un lato il tentativo, che sta riuscendo alla perfezione, di far rientrare nell’alveo di questo nuovo asse economico anche altri Paesi sparsi per il mondo. Dall’altro lato il fatto che sui mercati internazionali di negoziazione delle valute, anche la Banca Centrale Cinese inizia a lasciar operare sul Renminbi in modo diretto, con altre valute, e al di là dell’intervento del Dollaro.

Per quanto attiene al primo punto un Paese su tutti, in modo fortemente indicativo, è l’Argentina, che dopo l’ennesimo default dello scorso luglio riceverà proprio dalla Banca Centrale Cinese una prima tranche multimiliardaria di scambio in Yuan. L’operazione permetterà all’Argentina, che ha ormai riserve in Dollari in via di esaurimento, di poter pagare in valuta straniera (e maggiormente con lo Yuan) le importazioni proprio dalla Cina, che è affamata di esportare.

In merito alla possibilità di negoziare direttamente il Renminbi con l’Euro sul mercato interbancario, l’operazione va letta nella ennesima conferma della volontà di relegare il Dollaro in una posizione sempre più secondaria. Al momento l’Euro è la seconda moneta più scambiata al mondo, e a fronte di un coinvolgimento sempre più asfissiante dell’Europa da parte degli Stati Uniti, è evidente che questa operazione della Cina serva ancora una volta a isolare sempre di più quella che una volta era la potenza statunitense.

Vi sono naturalmente diversi altri argomenti delicati collegati. Se l’Europa si sposta fatalmente verso l’Asia (Russia e Cina) non avrà tempi semplici, a livello diplomatico, con gli Stati Uniti, con tutto quello che ne consegue a livello militare (Nato) e geopolitico. Se la Cina, come ormai è chiaro, smobilita il sostegno al Dollaro e inizia a intervenire pesantemente offrendo assistenza all’Euro, lo scenario economico (e sociale) cambia drasticamente. Perché da una parte l’Europa e l’Euro avranno il sostegno cinese in modo superiore rispetto a quanto fatto sino a ora (e dunque il bluff della sua economia fallimentare potrà continuare a reggersi), dall’altro lato l’influenza cinese e le sue esportazioni in Europa aumenteranno ancora di più, con le conseguenze sulla nostra economia interna e sul lavoro facilmente immaginabili.

La mossa cinese è epocale, e sarà gravida di conseguenze. Piuttosto immediate.

(vlm)

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