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Dall'alto ci spiano, e ci rubano

Se siete residenti a Roma, oggi rimanete in casa (se potete). Sempre che vogliate mantenere un minimo di privacy. Proprio in questo istante, infatti, per la prima volta (almeno dal punto di vista ufficiale) un drone sta sorvolando la città per riprendere il tutto dall’alto.

Si tratta di una operazione di marketing, naturalmente, visto che il tutto avviene proprio in occasione della conferenza sul “drone journalism”. Il FlyNovex è uno degli elementi di una industria, quella degli aerei senza pilota, che sta crescendo a ritmi vertiginosi in ambienti militari ma anche civili. Si stima che nei prossimi dieci anni il mercato di questi oggetti raggiungerà la cifra di 89 miliardi di dollari.

Solo business? Ovviamente no. E solo operazione di tipo visivo grazie alle potenti telecamere montate su questi aerei? Neanche. Perché un drone, se opportunamente crackato, può essere usato anche per un sabotaggio.

Naturalmente l’aspetto della sicurezza, da anni, viene sbandierato ai quattro venti per imporre a tutti noi, di fatto, una perdita progressiva della privacy, ma le tecnologie moderne - già oggi - sono in grado di poter usare questi aerei senza pilota per ben altri scopi (oltre che per quelli militari, naturalmente).

I software ci sono già. Basta che i velivoli creino un access point wi-fi farlocco. Il drone esegue una applicazione fingendosi un accesso legittimo e a quel punto tutto il traffico da e verso il cellulare del malcapitato intento ad armeggiare con il suo smartphone con la testa rivolta in basso mentre al di sopra si aggira un drone, viene rubato.

È già successo molto di più: un ricercatore, Samy Kamkar, ha realizzato un software (ci shiama SkyJack) che è in grado, una volta installato su un drone, di hackerare tutti gli altri veicoli automatici che si trovano nel suo raggio di azione.

Regolamentare l’utilizzo di questi velivoli è cosa ancora molto al di là dal venire, anche se, se di regolamento si tratterà, esso non potrà che scaturire da chi ha tutto l’interesse nell’utilizzo dei droni. E sappiamo a chi è in mano la tecnologia.

Intanto ci beviamo beati il principio secondo il quale le innovazioni tecnologiche sono sempre e comunque buona cosa. Ormai ci passa tutto sopra la testa, senza che neanche ce ne accorgiamo.

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