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L'ammucchiata della sedicente sinistra: la lista "Sfigas"

Alexis Tsipras, chi è costui? È la domanda che gli italiani si farebbero se sapessero l’esistenza di “Un’altra Europa con Tsipras”, lista messa in piedi da un’accolita di intellettuali di sinistra che si è spaccata subito dopo il taglio del nastro, con Paolo Flores D’Arcais e Andrea Camilleri che sbattono la porta sdegnati per l’imbarcaggio di ex tute bianche come Casarini, e la sola Barbara Spinelli a restare madrina di un parto infelice. 

Hanno voglia a protestare per la censura dei grandi media: quale genio della comunicazione avrebbe potuto accettare di far correre l’ennesima ammucchiata della sinistra sedicente radicale (Sel, Rifondazione Comunista, Azione Civile, gruppi e gruppettari vari) con il nome di un politico straniero? Va bene che di elezioni europee si tratta, ma anche lo scemo del villaggio sa che in ogni Stato dell’Unione valgono come voto nazionale, un test per saggiare l’elettorato interno. E difatti, mestamente disarmati di fronte ad un’opinione pubblica centrata su temi e facce tutte nostrane, i desperados rosso sbiaditi non hanno pensato di meglio che sbattere un culo in bikini, testimonial la stessa responsabile della campagna mediatica, giusto per risparmiare. Dopo decenni di sanguinario bacchettonismo su tette e chiappe berlusconiane, la sinistra colta e sopraccigliosa ha scoperto le virtù del marketing terra terra. E naturalmente si è ritrovata a litigare pure su quello. Patetici è dire poco.

Ma già il solo fatto di aver affidato il proprio rilancio (sì, buonanotte: sono dati ben al di sotto della soglia del 4%) ad un’etichetta di un altro Paese, sta ad indicare quanta sia la pochezza e povertà di uomini carismatici e personalità di spessore in ciò che resta della sinistra italiana. Messo Vendola in naftalina e Bertinotti al museo, non c’era nessuno ma proprio nessuno che potesse fare da timoniere? Risposta: no. Scoraggiati e semi-distrutti, gli ultimi mohicani della gauche italiana si sono fatti trascinare dalla Spinelli, da Viale e da qualche altro révenant di tale schiatta per resuscitare dal camposanto e manifestarsi al proprio popolo. Il che è tutto dire. Ma poi: non faceva orrore, ai compagni orfani del Collettivo, il personalismo dei partiti costruiti intorno ad un singolo individuo? Invece toh, eccoli a trovare una ragion d’essere grazie ad un marchio belloccio, uno Tsipras che sarà bravissimo ma il cui valore si riduce al capeggiare l’estrema sinistra nella martoriata Grecia, simbolo della devastazione firmata Trojka. Tutto qui? Tutto qui. 

Non entro nemmeno nel merito delle idee, incardinate sull’illusione tipica del sinistrismo, sempre in cerca di alibi per sentirsi “alternativo”, di lavorare ad un’Europa diversa, altra, più giusta. Che è come dire: quest’Europa fondata sull’euro e su una banca centrale privata diretta dalla Germania, fa sì schifo, ma con una dose di Tsipras vedrete che roba, diventerà un paradiso di eguaglianza e le tecnocrazie finanziarie scenderanno a più miti consigli. Lasciamo agli eterni illusi il loro ultimo beniamino. Ai nerd non va tolta la speranza di un contatto con la realtà: la Lista Sfigas è il placebo che fa per loro. Quando la smetteranno di giocare con la mano, forse cominceranno a combinare qualcosa di serio. 

Alessio Mannino

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