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Libertà dalle libertà

L’educazione sessuale dovrebbe essere introdotta come materia didattica nelle scuole italiane? Com’è noto, in molti Paesi è già in auge da tempo: in Svezia essa è stata inserita nel lontano 1955, in Olanda nei primi Anni ’60, in Germania nel 1970, in Francia nel 1973 con il “Conseil Supérieur de l’Information Sexuelle” e in Austria la “Sexualerziehung” è obbligatoria dal 1970. Restano fuori dai giochi Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania, Regno Unito e ancora l’Italia.

Di per sé non è un male, l’educazione sessuale: insegnare ai più giovani la responsabilità e, dunque, la cura verso se stessi e verso gli altri non rappresenta certamente un ostacolo alla crescita dell’individuo in seno alla società, ma a stridere nei fini è proprio questo tipo di società, la quale non fa altro che impartire lezioni antitetiche alla responsabilità personale e collettiva.

Un regime, quello della società attuale, il cui modello unico è fondato sulle libertà individuali più basse, transeunti e autoreferenziali che scalzano il senso interiore e autentico della libertà, originato, checché se ne dica, dal sacrificio e dalla disciplina; dare spazio e luce alle libidini divistiche, alle manie morbose, agli impulsi reconditi – secondo alcuni, i più autorevoli proprio perché più inconsci – significa, allora, contraddire ogni forma elementare di educazione, che prevede precisi limiti e imprescindibili confini volti a conferire forma alla sostanza di un uomo. 

Insegnare, ad esempio, a un adolescente che cambiare partner ogni piè sospinto non soltanto è lecito, ma è persino ammirevole ai fini della personale “libertà di espressione”, significa infondergli degli orizzonti di mediocrità e di finitudine, soggetti più al caso e alla convenienza che a una scelta realmente intima e faticosa, libera e volontaria.

Vista la promiscuità dei tempi, in effetti sarebbero consigliabili i corsi di educazione sessuale, a patto però che questi avessero una forte base d’igiene e di sanità per documentare senza remore e approfonditamente le nocive conseguenze di un comportamento sessuale non responsabile – dall’A.I.D.S. al vaccino per prevenire il Papilloma virus, diffusissimo tra le ragazze –  anziché limitarsi a raccontare il modo di appropinquarsi all’altro sesso (ammesso si tratti dell’altro), o il come indossare un preservativo, divertendosi un po’.

Andando a vedere, tuttavia, le cose non vanno esattamente così: basti pensare ai corsi di educazione sessuale impartiti nelle scuole danesi, in cui a presenziare didatticamente sono gli omosessuali e le prostitute, che con dovizia di particolari espongono le loro “testimonianze edificanti” di vita. E qui il punto della questione: perché chiamare all’appello la donna di strada o il gay di turno? Sono da considerarsi degli esempi comportamentali da seguire per un ragazzino? Non si starà, invece, uscendo fuori tema, per accontentare con tanto di inchino il solito e strisciante “politically correct”?

Se anziché isolare le “buone intenzioni”, le si contestualizzasse nell’ambito di una società che quotidianamente, attraverso una martellante propaganda mediatica e politica, somministra messaggi di ogni genere contro i generi, si capirebbe l’enorme ipocrisia di fondo. 

Dalla discriminazione dei termini “madre” e “padre” alla pedofilia vista come un orientamento sessuale, dalle trucidissime icone pop alla Miley Cyrus con milioni di adepti scemi alla tirannia gay più sfacciata che impone a un noto imprenditore come Guido Barilla un linguaggio “corretto” (nonché un netto cambio di marcia in favore del profitto), dalla lettura di un libro pornografico in classe – che, comunque, non è  la folgorante scrittura di Jean Genet, ma quella di una Mazzucco qualsiasi – all’obbligo morale di acconsentire alle nozze omosessuali, pena l’infamia di essere omofobi, è tutto un continuo refrain per appiattirsi, omologarsi, convertirsi e uniformarsi al fine di essere manipolati meglio dalla globalizzazione. Altro che libertà!

L’identità sessuale è rimasta forse l’ultimo scampolo dell’irriducibilità individuale. Questo bisognerebbe spiegare ai più giovani, se non fosse che è nell’ordine della Natura non lasciarsi dispiegare.  

Fiorenza Licitra

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