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Il Mondo cambia, ma i media non se ne accorgono

Il livello del personale politico che ha diretto negli ultimi decenni quello che si suole definire “l’Occidente”, è di infimo grado. Una vera combriccola di incapaci, senza cultura storica e senza attitudine a ragionare in grande.

Negli anni Novanta del secolo scorso era già evidente che il modello cinese, l’economia di mercato gestita dalla dittatura del partito unico, si imponeva come la maggiore minaccia all’egemonia dell’Impero marittimo anglo-americano.

La Russia era appena uscita dalla disintegrazione dell’URSS con un carico di risentimenti, velleità di rivincita, ma anche desiderio di entrare a far parte del blocco occidentale a pieno titolo e non come vassallo sconfitto.

Un ceto politico accorto e con un minimo di cultura storica, avrebbe teso la mano alla Russia occidentalizzante, l’avrebbe cooptata nel blocco atlantico, e la Cina sarebbe rimasta chiusa nel suo angolo.

Invece il potere atlantico ha sottoposto la Russia a una serie di umiliazioni, stringendola in una morsa, estendendo la NATO sempre più a est, verso le repubbliche ex sovietiche che con buone ragioni storiche la Russia considera appartenenti alla sua sfera di influenza, aggredendo la Serbia amica della Russia, provocando ribellioni in Georgia e ora in Ucraina. Come risultato di tanta stoltezza, russi e cinesi, pur divisi da una serie di interessi contrastanti, sono stati letteralmente spinti gli uni nelle braccia degli altri.

Si è così costituita una formidabile alleanza continentale, un blocco russo-cinese che per dimensioni territoriali, risorse economiche, popolazione, potenza armata, possibilità di agire per linee interne in caso di guerra, appare imbattibile.

Il consolidamento di un raggruppamento, quello dei BRICS, che per ora ha soltanto una configurazione economico-commerciale ma ha in sé potenzialità di alleanza politica e di attrazione verso altri Paesi importanti, quali l’Iran, il Venezuela, l’Argentina, costituisce una svolta storica di immenso rilievo. La decisione di istituire una Banca comune che permetta grandi investimenti e regoli gli scambi fra gli Stati che aderiscono al BRICS, è la novità che sconvolge tutto il quadro internazionale. Nasce un’istituzione finanziaria in diretta concorrenza col FMI e in una prospettiva di attacco al dollaro, vale a dire al cuore pulsante del dominio imperiale atlantico.

Il mondo che va delineandosi in questo 2014 è completamente diverso da quello di 10 anni fa. Allora le armate di un Impero che sembrava onnipotente avevano invaso l’Iraq dopo averne distrutto l’esercito in pochi giorni e dopo campagne brevi e irresistibili che avevano piegato prima la Serbia e successivamente i talebani afghani, nel timoroso silenzio del resto del mondo incapace della minima opposizione. La globalizzazione celebrava i suoi trionfi, il pensiero unico del Mercato Universale sembrava la fine della storia. Il Presidente degli USA era il Presidente del mondo.

Oggi, si costituisce un blocco formidabile alternativo a quello finora dominante. Mentre la NATO si estende all’est europeo, l’America latina, il cortile di casa degli USA, sfugge al controllo dell’Impero e riceve trionfalmente i capi della Russia e della Cina. Le armate della NATO si apprestano a sgomberare un Afghanistan mai piegato, l’Iraq coi suoi imprevisti sviluppi politici e militari è la prova più chiara di come costosissime guerre super tecnologiche siano servite solo a scardinare le finanze della maggiore potenza del mondo, a parte l’utilità marginale che ne ha ricavato Israele, con la distruzione dell’unità nazionale di Stati ostili ai suoi confini. E l’Occidente si involve nel turbine di una crisi finanziaria, economica, sociale, spirituale, che oscura i fasti della globalizzazione.

L’implosione dell’URSS aveva offerto all’Occidente l’occasione di un predominio almeno secolare. La stupidità del suo ceto dirigente ha dissipato quel patrimonio nel giro di venti anni, creando le premesse per un’altra guerra mondiale dall’esito incerto.

I cosiddetti complottisti che credono nell’esistenza di centrali occulte e semi-onnipotenti, si tranquillizzino: se quei poteri esistono, sono un branco di incapaci.

Intanto, nella nostra italietta verifichiamo la conferma di un fenomeno non nuovo: nel periodo della dissoluzione di un sistema, i media autoreferenziali procedono su una via che ignora la realtà. Si dedicano due parole distratte alla fondazione della Banca dei BRICS, mentre si decidono programmi speciali di intere serate televisive per discutere dei processi di Berlusconi e di Ruby rubacuori.

Uno stupore catatonico coglierà moltitudini indementite, quando la dura concretezza del reale irromperà a travolgere i fondali di cartapesta tirati su in fretta dagli imbonitori del nulla.

Luciano Fuschini

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Rassegna stampa di ieri (22/07/2014)

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