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In Germania hanno paura: la BCE come una "bad bank"

In attesa di conoscere i dettagli del piano del primo vero e proprio Quantitative Easing della Banca Centrale Europea per poterlo commentare a dovere, si registrano, e dobbiamo registrare, alcuni segni di reazione anche al solo annuncio fatto da Draghi giorni addietro.

Uno su tutti, quello di Horst Seehofer, che non è proprio un signor nessuno, ma uno dei primi alleati di Angela Merkel, presidente del Partito CSU e Primo Ministro della Baviera. Secondo Seehofer, «Draghi sta comperando carta straccia».

È un attacco frontale non solo all’operato prossimo venturo della BCE, quanto proprio a quella Merkel rea, secondo il Primo Ministro, di aver allentato molto la presa e l’influenza tedesca nei confronti di Francoforte. I contenuti della telefonata tra Draghi e la Merkel non sono noti, ma ciò che è accaduto dopo (ne abbiamo scritto qui) si inscrive comunque nel segno di un alleggerimento della situazione. Come se - la supposizione e la semplificazione sono nostre - Draghi avesse messo la Merkel con le spalle al muro: o facciamo operazioni di questo tipo, o l’Europa salta in qualche settimana. Da questo ipotetico (ma non troppo) colloquio è venuto fuori, dunque, il silenzio della Cancelliera alle operazioni di Draghi, quelle già messe in atto, come il taglio dei tassi, a quelle prossime venture, come appunto il Quantitative Easing.

L’intervista di Seehofer, ad ogni modo, è stata rilasciata al quotidiano Bild. In Germania, la volontà da parte di Draghi di voler acquistare derivati, ABS (asset backet securities) e altri titoli è vista come una mossa del tutto sbagliata e in perfetta opposizione alla volontà di austerità imposta dalla Bundesbank al resto dell’Europa sino a ora.

«Quando apriranno i rubinetti della BCE e compreranno carta straccia non faranno altro che impaurire molta gente in Germania».

Ovviamente, aggiungiamo noi: sino a ora buona parte della supremazia commerciale tedesca è dovuta al fatto di essere riuscita a imporre agli altri Paesi europei, mediante la scure della BCE, tutte le restrizioni che non hanno permesso di rilanciare la loro economia (ammettendo per un solo momento che la strategia di rilancio sia quella giusta da seguire). È chiaro che un allentamento in tal senso - appunto l’alleggerimento quantitativo - sebbene a iniziare dagli istituti di credito in forte sofferenza, viene considerato dai tedeschi, di fatto, un sabotaggio allo stato attuale delle cose.

Alle parole di Seehofer fanno eco anche quelle di un ex membro del board della BCE, Jurgen Stark, secondo il quale, senza mezzi termini, la Banca Centrale Europea rischia di diventare una «bad bank», cioè una banca che accumula prestiti tossici non performanti.

Le politiche accomodanti per promuovere il credito, che è l’obiettivo dichiarato pubblicamente dalla BCE, sono fallimentari né più né meno che come è già avvenuto in altre parti del mondo. Perché il credito, molto semplicemente, non riparte in nessuna altra parte ove tale strategia è già stata utilizzata da altre Banche Centrali. Il denaro fluisce, mediante la pulizia dei titoli tossici dagli istituti, e questi lo utilizzano per generare ulteriori operazioni rischiose con le quali stanno continuando ad arricchirsi, noncuranti del fatto di stare innescando un’ennesima bolla prossima ad esplodere (ne parleremo nei prossimi giorni).

A beneficiare dell’operazione, per come sarà impostata - questo lo si può già dire anche prima di conoscere i dettagli - saranno solo le Banche private da cui del resto la BCE è posseduta. Saranno loro a guadagnarci ripulendosi dalla spazzatura che hanno in corpo, e sui cittadini europei, che l’euro lo devono adottare come imposizione, verranno scaricati i rifiuti mediante varie forme, dalla troika installata nei vari Paesi alle richieste di misure draconiane sino alle conseguenze dell’imposizione del costo del denaro.

Le Banche europee continueranno ad arricchirsi senza pagare dazio per le scellerate operazioni compiute.

(vlm)

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