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UE: da domani le nuove sanzioni contro la Russia

L’Occidente va avanti imperterrito, nella sua capziosa linea anti Putin, ed effettua una nuova mossa, peraltro nell’aria già da alcuni giorni. L’intervallo tra la predisposizione delle ulteriori misure Ue contro la Russia e la loro applicazione pratica è durato ben poco. Il provvedimento era stato formalizzato lunedì scorso, ma senza fornire un elenco dettagliato e decidendo di sospenderne gli effetti. Oggi, invece, si è appreso che l’adozione diventerà operativa già da domani.

A caldeggiare questo passo era stata, nella giornata di ieri, la cancelliera tedesca, durante un discorso al Bundestag. A sua volta Federica Mogherini, che in attesa dell’insediamento della nuova Commissione europea resta in carica alla Farnesina, aveva sottolineato che la UE «deve essere unita sulle nuove sanzioni contro la Russia o altrimenti potrebbe rafforzare Mosca».

Le reazioni del governo russo sono arrivate immediatamente. Il portavoce del ministero degli Esteri, Aleksandr Lukasehvich, ha puntualizzato che «le sanzioni Ue rappresentano una linea assolutamente non amichevole, che contraddice gli interessi della stessa Unione Europea», aggiungendo che «la risposta di Mosca sarà adeguata». Tra i bersagli delle contromisure potrebbe esserci, secondo l’ex ministro dello Sviluppo economico e ora consigliere di Putin Andrei Belousov, l’importazione di automobili dai Paesi UE.

Lunedì scorso, del resto, il premier Medvedev non era stato per nulla remissivo, prospettando la possibilità di «rispondere in maniera asimmetrica», ad esempio chiudendo, almeno in parte, il proprio spazio aereo. Inoltre, aveva avvisato che «le sanzioni economiche contro la Russia avranno conseguenze politiche e questo sarà più pericoloso che le restrizioni imposte sulle forniture». Che la partita verrà giocata, giustamente, a tutto campo, lo conferma un’altra dichiarazione del succitato Lukasehvich, questa volta diretta a Washington: «Gli attacchi aerei Usa in Siria contro gli estremisti dell’Isis senza il consenso di Damasco e in assenza di decisioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sarebbero un’aggressione, una grossolana violazione del diritto internazionale».

Un richiamo che Obama non poteva non mettere in conto, prima di annunciare a gran voce l’avvio di «una campagna senza sosta» contro l’Isis, ma del quale si è bellamente infischiato. Tanto per cambiare.

(fz)

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