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Altro che 1000 giorni. Renzi con le ore contate?

Come per tutti i fenomeni che riguardano l’arte di imbonire, il tempo fa perdere l’efficacia all’ipnosi. Pare che - finalmente, e sempre troppo, troppo tardi - per il governo in carica stia iniziando la fatale parabola discendente.

Secondo un sondaggio della Ispo sono in forte aumento gli scettici, in merito alla valanga di promesse che Renzi ha fatto e continua a fare di continuo. Secondo il rapporto “si sta diffondendo, a torto o a ragione, l’impressione che, al di là degli annunci, le prospettive di effettiva realizzazione delle riforme promesse siano scarse”. Ma dai. 

I dati sono eloquenti: il 67% degli italiani crede che il governo soffra di quella che inizia a essere chiamata “annuncite”. E in particolare sembrerebbero i residenti nel Nord-Est a essersene accorti. 

Il consenso di Renzi è legato più che altro alla mancanza di alternative. Alla scelta del meno peggio. O meglio, alla scelta di colui che, nell’assoluto silenzio degli altri, o nella sgangherata proposizione di proposte poco chiare e comunicate peggio (vedi alcuni partiti attualmente in Parlamento), se non altro promette con convinzione mediatica qualcosa. 

Secondo il sondaggio gli scettici sarebbero soprattutto i giovani in cerca di occupazione e i disoccupati, cioè quelli, in sostanza, che non hanno beneficiato degli 80 euro, per intenderci. Quelli, del resto, verso i quali si sta dirigendo l’azione di governo in merito allo stravolgimento del mercato del lavoro secondo i desiderata dell’Europa dei banchieri. Sulla bontà di tale operazione, peraltro, è più che lecito dubitare, vista la provenienza della ricetta. 

Ma torniamo al punto: Renzi inizia la sua discesa che passerà fatalmente dallo scetticismo alla ostilità vera e propria. 

È una buona notizia? Naturalmente lo è: anche se al momento non pare ci siano alternative ciò non significa che si debba perpetrare nell’errore di credere al nulla. Anche perché sino a che si crede al nulla - e lo si continua a votare - non ci potrà mai essere neanche la speranza che possa nascere una alternativa. Senonché, come al solito avviene per lo sbadato e credulone elettorato italiano, la parentesi renziana sarà servita ancora una volta a prendere tempo. A perdere tempo. E a fare danni, se per esempio questa riforma del lavoro riuscirà ad andare in porto prima che Renzi sia costretto a tornare a Firenze.

(vlm)

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