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iPhone 6 pronto per la sesta generazione di imbecilli

È in uscita la sesta generazione di iPhone. L'iPhone 6 della Apple sarà presentato il prossimo 9 settembre. C'è gente già in fila per comprarlo, letteralmente. Fuori dall'Apple Store della 5th Avenue di New York c'è già qualcuno che si è accampato, con sedie, ombrelloni, tende e generi di conforto, per aspettare l'apertura del negozio il giorno successivo al lancio mondiale onde poter essere uno dei primi in assoluto ad acquistarlo.

Come già accaduto diversi anni addietro per l'uscita del primo iPhone e ogni volta, poi, in cui veniva rilasciata una ulteriore e nuova versione, la scena si ripete, sempre uguale a se stessa.

Ora è la volta dunque della sesta generazione di idioti che si mette in fila per acquistare un telefono che sostanzialmente non funziona come un telefono mobile si suppone dovrebbe funzionare. Uno su tutti, il problema della durata della batteria dell'iPhone, che non va oltre le 8 ore, e che dunque non consente nemmeno di poter avere l'autonomia necessaria - appunto - in un giorno completo di mobilità. Basta chiedere a chi con il telefono cellulare lavora sul serio in mobilità per sincerarsi di tale macroscopico limite. Per un oggetto che costa non meno di 800 dollari (o "a partire da 732 euro” in Italia).

L'intuizione di Steve Jobs in merito al fascino di un oggetto costosissimo inutile al suo scopo, eppure in grado di obnubilare le menti di milioni di persone sino a indebitarsi pur di poterlo sfoggiare (usare sarebbe aspettarsi troppo) continua a mietere vittime. 

La seduzione e la persuasione di un modello di sviluppo, quello basato sul consumo, che ha già ampiamente dimostrato tutti i suoi effetti collaterali sulla società continua in ogni caso a vincere a ogni latitudine e longitudine, e proprio sulle menti di chi questo sistema dovrebbe fare a pezzi.

Poveracci in fila per portare linfa a un organismo che si dovrebbe abbattere sono l'esempio eloquente della distanza che ci separa dalla rivoluzione sociale che pure, in tanti altri, attendono. Inutile farsi illusioni. 

(vlm)

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