Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

La "Libertà" politicamente corretta

Libertà. Mai parola è stata più abusata. Concetto mutevole a seconda di chi lo applica e di chi lo subisce. C’è libertà nel conformismo? Probabilmente sì. Di sentirsi al sicuro, protetti da brutte accuse, dalla censura politicamente corretta, accettati da chi ci sta attorno. Non c’è calcolo in questo - almeno per la cosiddetta gente comune (nelle élites c’è invece assoluta consapevolezza). C’è solo istinto di conservazione, la propensione a voler far parte del gruppo maggioritario, accettato, blandito. 

I giorni di terrore di Parigi e l’eterogenesi dei fini: degli invasati vogliono vendicare il Profeta e ottengono che l’anti-islamismo si trasformi in un sentimento politicamente corretto, condiviso senza steccati da sinistra a destra. Che dire: la mediatizzazione della tragedia ha funzionato alla perfezione anche stavolta, riuscendo a stravolgere completamente il senso dell’accaduto e a compattare la cosiddetta “opinione pubblica” sul senso comune – tutto occidentale - che trovarsi dalla parte giusta significa oggi poter irridere un altro senso comune, quello di alcune comunità religiose. Va bene anche questo: dopotutto la libertà deve essere un concetto assoluto. Dissacriamo tutto, ridicolizziamo ogni sentimento, questo ci dicono i nuovi tifosi della libertà “alla Charlie” (che, peraltro, di Charlie Hebdo ignoravano l’esistenza fino a pochi giorni fa). E va bene. Facciamolo, fatelo. Liberi di essere liberi, no? O un po’ sì e un po’ no? Proprio liberi, liberi? No… cioè… per essere liberi dobbiamo limitare alcune libertà, ci dicono quelli dei “piani alti”, quelli che marciavano a braccetto pochi giorni fa, a distanza di sicurezza dalle folle di #JeSuisCharlie. È necessario porre limiti alla  privacy, alla circolazione, anche a certi pensieri perché sono pericolosi per… la libertà. Gente! Armatevi di una copia del nuovo, gettonatissimo, numero di Charlie Hebdo, l’equivalente di un documento di affiliazione al bene, un attestato di rifiuto del terrorismo! Se mai i controllori del pensiero universalmente accettabile verranno a bussare a casa vostra, esibitelo quale certificazione della vostra appartenenza al mondo del bene assoluto. Sempre che non abbiate contravvenuto alle prossime leggi che serviranno a garantire la libertà…

Alessia Lai

I nostri Editori

Charlie e il senso del sacro

Noi bombardiamo. Loro esportano guerra