Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Picchiare un cattolico non è peccato, parola di Papa

Inutile andare a scomodare quei poveracci di Charlie Hebdo e chi è per la libertà di espressione, senza se e senza ma teologici, per incolparli della perdita di serietà del sacro: ci pensano già da soli quelli che emanano fatwe contro i pupazzi di neve e Papa Francesco da Hooligan.

Certo che se questa è l’aura di sacralità intoccabile, al di sopra di ogni scherno, che dovrebbe essere propria di una, asseriscono i suoi adepti, così alta figura morale, stiamo messi bene: è la satira ad essere colpita nel suo profondo, ma come si a fa canzonare più di quanto costoro non facciano già da soli?

Ma è più che opportuna una riflessione “teologica” sulla affermazione del Papa dei cattolici: «È vero che non si può reagire violentemente, ma se il dottor Gasbarri, grande amico, mi dice una parolaccia contro la mia mamma, ma ti aspetta un pugno. Ma è normale, è normale»

A parte la contraddizione, “non si può reagire” – “ti aspetta un pugno”, vien da pensare, in primis, che ad esser amici di Francesco da Hooligan può esser pericoloso, poi emerge il nodo principale della questione che risiede nel fatto che la religione viene paragonata, legittimando così la reazione violenta, a ciò che dovrebbe esser più caro ad una persona: la sua mamma, con buona pace dei papà. Si sa, però, che fin dalle sue origini la religione cristiana i babbi li ha sempre tenuti in scarso conto, basti vedere quel che ha dovuto subire il buon Giuseppe. Ma non divaghiamo e restiamo nel solco paragone mamma-religione, anche perché si sa che di mamma ce n’è una sola, e quindi si può derogare dal principio “porgi l’altra guancia”: mica posso porgere l’altra mamma, se ne ho una sola, mentre di “figli di molti padri” è pieno il mondo (anche se in quello una responsabilità di mamma ci sarebbe, ma se insinui ti zittisco un bel diretto).

Se, quindi, uno offende la mamma/religione è, per il Santo Padre, giusto che si prenda un bel cazzottone e zitto, neppure fossimo in un film con Bud Spencer tipo “Continuavano a chiamarlo Santità” o “Anche i Papi mangiano fagioli”, questo almeno per chi ha come capo spirituale il Papa, il che esclude non solo ebrei e musulmani, ma anche tanti cristiani, quali quelli, ad esempio, che fanno capo al Patriarca di Mosca o alla Regina d’Inghilterra. 

Sì, zitto, però, anche se lo riceve, perché il Papa ha parlato genericamente di chi offende la religione, senza specificare ulteriormente, vincolando, però, solo i suoi, mica tutti gli riconoscono autorità e/o autorevolezza, ribadiamo: quindi il corollario è che, se un cattolico offende la religione altrui è giusto che si prenda, quantomeno, un bel cartone in faccia.

Orbene: quale offesa ci può essere verso un’altra religione del sostenere che esiste solo il proprio “Dio”, mentre quelli altrui sono, per usare le parole di Dante e risollevare così, almeno un po’, il tono del discorso, “Dei falsi e bugiardi”? Indubbiamente negare dignità, se non addirittura l’esistenza, a un Dio o a molti Dei, è oltraggio ben peggiore che non il raffigurare un profeta o insinuare dubbi sulla verginità, quando non moralità, della mamma/moglie del dio, anzi no, non moglie, ma partner, essendo costei sposata ad altri al momento del concepimento.

Da ciò necessariamente discende che i “pagani”, siano questi quelli del vecchio o nuovo mondo, sono autorizzati a prendere a pugni i cattolici, almeno finché costoro non ammetteranno l’esistenza degli altri Dei rimodulando il proprio credo, dall’“esiste solo il mio dio”, in un “il mio Dio esiste, ma è solo uno fra mille e mille, certo prego solo lui, ma riconosco che anche gli altri Dei esistono e hanno pari dignità del mio”. Sottolineiamo gli altri, però, troppo facile sarebbe concedere questa dignità al solo dio di ebrei e musulmani: si tratterebbe di barare poiché saremmo di fronte allo stesso dio, quello di Abramo, sì, Abramo di Ur, quello sposato con sua sorella Sara (Genesi 20, 12 ). Poi dice che sono i “Charlie” che gettan fango sul sacro: questi fan tutto da soli, libri sacri compresi.

E già, c’è questo vizietto nascosto fra le religioni di Abramo che, mentre si scannano amorevolmente fra loro, come arriva un terzo, fan fronte comune, sembra quasi che quelle che han perso il diritto di mandare a morte il blasfemo e l’eretico invidino, quelle che ancora lo fanno, cioè, meglio, “quella” che ancora può farlo e lo fa. Questa volta però il Papa Hooligan ha commesso un passo falso: si è scordato di menzionare la clausola del “Dio d’Abramo” e si è riferito a tutte le religioni, indistintamente, con ciò comprendendo quelle cui il cristianesimo cattolico, non solo questo, è vero, ma il Papa parla solo per i cattolici, ha negato dignità e il diritto al culto, offendendole al punto di  costruire chiese sui loro luoghi di culto, nel vecchio come nel nuovo mondo.

Quel che è detto è detto, però, e perciò, se accettiamo la volontà papale secondo cui chi offende le religioni altrui merita un bel pugno il solo modo per salvare i nasi dei cattolici sta nel rimodulare il credo ufficiale della Chiesa nel senso prima descritto, magari condendolo con la restituzione dei luoghi sacri usurpati alle religioni originarie, meglio se con tanto di scuse, altrimenti sarebbe un po’ come dire: se Gasbarri parla male della mia mamma posso picchiarlo, mentre io posso insultar liberamente la sua.

Ma sì, continuiamo a prendercela con la satira di Charlie Hebdo e di chi si fa beffe della sacralità delle religioni, mentre, invece, chi leva la sua sdegnata voce a difesa delle chiese farebbe bene a pensare ai pupazzi di neve satanici, ai Papi maneschi e ad Hamodia che cancella la Merkel dalle prime pagine sulla manifestazione di Parigi. 

Di fronte a questa realtà il grido deve essere salviamo la satira, essa è impotente quando il “sacro” raggiunge così profondi livelli di ridicolo. 

Ferdinando Menconi

I nostri Editori

Mai nessun rispetto, per le “religioni” oppressive

Ormai siamo in guerra e allora va sospeso il trattato di Schengen