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Renzi in testacoda sull'utilizzo del contante

I conti economici relativi alla crescita dei consumi al Governo Renzi iniziano a far suonare un altro campanello d’allarme. Detto in sintesi: non crescono affatto. Detto in soldoni: urge ripristinare i movimenti in nero che hanno caratterizzato il nostro Paese negli ultimi anni. Da parte degli ormai proverbiali mafiosetti Russi in vacanza nella nostra penisola con rotoloni da 500 euro in tasca ai mini riciclaggi di vario tipo (che poi, un tot alla volta, comportano il movimento di grosse somme).

È persino ridicolo commentare le ipocrite motivazioni addotte da Renzi & Co., in occasione della presentazione della Legge di stabilità, riguardo l’innalzamento della soglia dell’uso del contante da 1000 a 3000 euro.

Tale decisione deriva naturalmente anche da un mero calcolo politico: si strizza l’occhio a una parte di elettorato che in tal senso è piuttosto sensibile. E in questo potrebbe aver avuto un ruolo anche Verdini, a essere maliziosi. Cosa che non riesce a nascondere neanche Pierluigi Bersani, intervistato ieri a Piazza Pulita, praticamente rosso di vergogna di fronte a questa decisione del capo del suo partito.

Sia chiaro, in termini generali qui siamo contro la tracciabilità assoluta del comportamento dell’uomo, che attraverso l’imposizione di carte di credito e utilizzo dei conti correnti smaterializza ancora di più l’economia e il reale della moneta di carta verso l’utilizzo di sistemi di controllo di vario tipo. Ma non è questo il punto. Non in questo caso, non in questo quadro. L’euro che utilizziamo per i pagamenti, oggi, che sia di carta o di bit, non fa molta differenza. Sempre di moneta debito si tratta. Sempre di moneta altrui che ci viene imposta. Sempre di moneta sulla quale alcuni soggetti privati percepiscono l’aggio della sua stampa, attribuzione di valore e tassa di acquisto. Che si tratti di banconote o di numeri virtuali inseriti nelle caselle dei conti correnti poco cambia, se la valuta è quella imposta dalla Bce e la provenienza e la proprietà pure. Le battaglie a favore o a sfavore dell’utilizzo dei sistemi elettronici sono i fin dei conti irrilevanti sino a che non si tornerà sovrani sulla propria moneta.

È invece evidente, e importante da mettere a fuoco, in questo caso e proprio dal punto di vista politico, ciò che il Governo di sedicente centrosinistra ha deciso di mettere in campo sconfessando quanto fatto dalla stessa parte politica, con grosse battaglie anche mediatiche e in opposizione al nemico di sempre (Berlusconi) a suo tempo. È, questa decisione di spostare il tetto a 3000 euro, un autentico testacoda. Motivato, naturalmente. Ma non con le motivazioni ufficiali addotte.

Il dato reale che emerge invece è duplice: da una parte meramente elettoralistico e dall’altro economico, come detto.

Lo spostamento di Renzi verso il centrodestra per inglobare buona parte dei fuoriusciti da Forza Italia, dall’Ncd di Alfano prima sino all’abbraccio di Verdini ultimamente non è tanto in funzione anti-berlusconiana, quanto anti-grillina. Brutalmente: Renzi perde pezzi a sinistra e li vuole riguadagnare a destra, perché Berlusconi è ormai in declino mentre invece il Movimento 5 Stelle in forte crescita. Strizzare l’occhio a quel contesto, composto in larga parte da industriali e professionisti, non poteva che essere fatto con una norma di questo tipo. Che avrà conseguenze nei prossimi sondaggi, vedrete (e li verificheremo).

Per quanto attiene alla parte economica interna, invece, è una norma che va evidentemente verso l’agevolazione dei consumi, ridicolo nasconderne i veri motivi, dei quali c’è un disperato bisogno (anche per le implicazioni che un dato dei consumi in crescita comporta a livello politico). È piena l’Italia, e si riempie ancora di più quando vi affluiscono stranieri facoltosi, di individui con ingenti risorse economiche nascoste, di provenienza dubbia (o certa, fate voi) che pure, con i loro consumi sommersi, possono contribuire a smuovere una situazione stagnante ormai da diversi anni.

Il limite del contante a 1000 euro non comporta praticamente nulla alla lotta contro l’evasione (lo si deve pur ammettere) mentre limita molto tutta quella parte enorme della micro-economia liquida, legale o meno non è questo il punto, che è parte integrante dell’Italia che conosciamo. Non nascondiamocelo. Se ciò sia giusto o meno è un altro discorso, ma qui è il ragionamento politico ed economico che vogliamo mettere a fuoco.

Anche se non lo ammette ufficialmente, Renzi sa benissimo che i dati relativi al Pil comunicati recentemente (in leggerissima ripresa) non sono il frutto di una economia che si sta riprendendo quanto i benefici indiretti delle politiche accomodanti della Bce e del calo del costo di alcune materie prime. Per continuare a sopravvivere politicamente, Renzi ha bisogno di agganciare un pizzico di ripresa, che altrimenti appelli e annunci fatalmente a un certo punto non avranno più efficacia. 

E dunque, extrema ratio, ecco chiedere il soccorso al nero. Politicamente ed economicamente. 

Valerio Lo Monaco

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