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Sheldon Wolin e il "totalitarismo invertito"

Il 21 Ottobre scorso è morto Sheldon Wolin, uno  dei più importanti teorici politici dei nostri tempi. Aveva 93 anni .

Egli scrisse molti libri tra i quali: "Visione politica" e "Democrazia manipolata e lo spettro del capitalismo invertito”, nel quale mette a nudo la realtà della nostra  democrazia fallimentare, le cause del declino dell'impero americano in sincronia con i paesi dell'Unione Europea  coinvolti pesantemente in questo processo e l'ascesa del nuovo e terrificante potere corporativo che egli chiama "totalitarismo invertito". 

Questo sistema è completamente differente dalle forme classiche totalitaristiche, non si esprime attraverso un leader demagogico o carismatico ma attraverso l'anonimia dello stato corporativo  sostenuto da un sistema elettorale - che vede la partecipazione degli elettori in evidente decrescita - e giudiziario controllato pesantemente dal (perl'appunto) sistema corporativo al cui soldo lavorano le maggiori fonti di informazione.

I risultati, visibili a tutti coloro che intendono confrontarsi con la realtà dei fatti, sono il sistematico sfruttamento delle classi sociali più povere e deboli, la riduzione dell'assistenza sociale, e l'implementazione di un sistema scolastico di massa il cui fine è quello di costruire una forza-lavoro instabile minacciata dall'importazione di lavoratori a basso costo. 

Wolin scrisse che l'occupazione, in un sistema altamente tecnologico, volatile e in un'economia globalizzata, è precaria tanto quanto lo era nei passati periodi di depressione economica. Lo sconfortante risultato è che la cittadinanza è praticata in uno stato di continua preoccupazione. Hobbes, scrive Wolin, aveva ragione quando diceva che i cittadini che vivono in un contesto di insicurezza e, allo stesso tempo guidati da aspirazioni competitive, preferiscono la stabilità politica e la protezione  al coinvolgimento politico.

Questo è esattamente ciò a cui mira il totalitarismo invertito: creare instabilità per tenere la cittadinanza passiva e sbilanciata.

I continui tagli alla spesa pubblica, le riorganizzazioni, lo scoppio delle bolle speculativo- finanziarie, la disintegrazione dei sindacati, la velocità di invecchiamento delle nostre capacità grazie alle nuove tecnologie, il trasferimento della produzione all'estero non creano solo paura ma una economia di paura, un sistema di controllo il cui potere viene alimentato dall'incertezza.

Il totalitarismo invertito immortala la politica, ma una politica che non è per niente politica; i cicli di elezioni ai quali abbiamo assistito ne sono un buon esempio. Il cittadino non è partecipe attivo del processo di assegnazione del potere, egli infatti è invitato ad avere opinioni che non sono altro che misurate risposte carpite da domande predeterminate allo scopo. 

Le campagne elettorali sono raramente incentrate su problemi sostanziali, le discussioni avvengono in riferimento a personalità politiche, retoriche vuote, pubbliche relazioni sofisticate, pubblicità viscide, propaganda, il costante uso di gruppi di discussione sui media e di sondaggi al fine di trasmettere ai votanti ciò che vogliono sentirsi dire. 

La realtà è che il denaro ha sostituito il voto pertanto il cittadino è diventato un soggetto irrilevante, uno spettatore autorizzato a votare e, una volta finito lo spettacolo, completamente dimenticato mentre le corporazioni e le lobbies continuano a governare. Se lo scopo principale delle elezioni è quello di fornire legislatori flessibili al servizio delle lobbies questo sistema merita di essere considerato non rappresentativo e anti democratico, afferma Wolin. La trivializzazione del discorso politico è una tattica per lasciare il pubblico frammentato, antagonistico e caricato emotivamente senza sfidare né scalfire minimamente il potere corporativo.

Nei sistemi totalitaristici classici quali il Nazifascismo e il Comunismo Sovietico le economie erano subordinate alla politica ma, nel sistema del totalitarismo invertito è vero il contrario, le economie dominano le politica.

Gli Stati Uniti d'America sono diventati l'esempio di come la democrazia può essere gestita evitando di dare l'impressione di essere stata soppressa. Lo Stato corporativo è legittimato dalle elezioni che esso controlla e, al fine di estinguere la democrazia, esso distorce le leggi che una volta la proteggevano.

Le elites, particolarmente le classi intellettuali, sono state comperate attraverso un sistema di contratti governativi, fondi corporativi e fondazioni, progetti congiunti tra università e ricercatori corporativi. Ricchi donatori, università, intellettuali, accademici e ricercatori sono stati assimilati nel sistema. 

Sheldon Wolin ci ha anche avvertito che laddove le popolazioni, private dei loro diritti di base e impoverite dovessero ribellarsi, il totalitarismo invertito reagirebbe con una violenza paragonabile, se non superiore, a quella degli Stati totalitari del passato. La violenza indiscriminata esercitata dalle militarizzate forze di polizia americane ai danni delle comunità Afro-Americane è un lieve accenno della durezza della risposta del sistema di fronte alla ribellione. Noi siamo tollerati come cittadini, sostiene Wolin, sino a che  siamo partecipi nell'illusione del sistema di democrazia partecipativa ma, nel preciso momento in cui lo rigetteremo e ci ribelleremo, il braccio violento del totalitarismo invertito sarà severissimo. 

La costante disseminazione di illusioni a livello mediatico e di intrattenimento permette al mito anziché alla realtà di dominare le decisioni delle elites al potere. Quando questo accade in un mondo in cui le ambiguità e i fatti abbondano, il risultato è una disconnessione tra gli attori e la realtà. Essi si convincono che le forze del male posseggono armi di distruzione di massa e capacità nucleari; che la loro nazione è stata scelta da Dio che ha ispirato i Padri Fondatori nello scrivere la Costituzione e che una struttura di classe basata su una evidente, profonda e perdurante disuguaglianza non esiste. 

Wolin vide chiaramente, dopo la fine della seconda guerra mondiale, che la coalizione tra il sistema militarista e corporativista mirava alla nascita dell'impero americano e alla distruzione del sistema democratico. Questi profittatori di guerre e militaristi, supportando la dottrina della guerra totale durante la Guerra Fredda, hanno salassato le risorse americane. Hanno anche agito al fine di smantellare le Istituzioni Popolari e le organizzazioni sindacali per diminuire il potere dei cittadini allo stesso tempo impoverendoli; hanno di fatto normalizzato lo stato di guerra.

Wolin scrisse: "La difesa nazionale è stata dichiarata inseparabile da una forte economia. Il concentrarsi sulla mobilizzazione e sul riarmo ha ispirato la graduale sparizione dall'agenda politica delle regole e dei controlli a cui le corporazioni erano assoggettate. I protettori del  mondo libero avevano bisogno del potere delle corporazioni in via di espansione a livello globale e, poiché il nemico era un determinato anticapitalista, qualsiasi iniziativa che consolidava il capitalismo era un colpo all'avversario”. Quando la guerra fredda finì, l'economia divenne intoccabile per rafforzare ulteriormente il capitalismo. L'unione finale fu quella tra capitalismo e democrazia. Una volta che l'identità e la sicurezza della democrazia fu identificata con successo con la Guerra Fredda e con i metodi per combatterla, fu organizzata la fase atta ad intimidire le politiche di destra che di sinistra. Il risultato è una nazione in perenne stato di guerra. 

Il fatto che patrioti cittadini hanno indiscutibilmente supportato l'apparato militare con il connesso enorme bugdet, significa che i conservatori sono riusciti nel loro intento di persuadere il pubblico che i militari sono distinti dal governo e quindi non è più un problema che possa essere messo in discussione. In ogni caso il cittadino,  pur disprezzando il sistema burocratico,  obbedisce alle direttive emesse dal Dipartimento per la sicurezza nazionale che è il più grande e il più intrusivo dipartimento di governo che sia mai esistito nella storia degli USA. La connessione e la conseguente identificazione tra patriottismo e militarismo, l'immagine della potenza americana trasmessa dai media aiuta il cittadino a sentirsi più forte e, come conseguenza, a compensare la debolezza connessa con la crisi economica e il super lavoro, la stanchezza e l'instabilità della forza lavoro. Per la sua antipolitica il totalitarismo invertito richiede credenti, patrioti e lavoratori non sindacalizzati. In pratica quanto sta avvenendo anche dalle nostre parti.

Sheldon Wolin era considerato un fuori casta e insisteva che la filosofia, persino quella scritta dagli antichi Greci, non era una vecchia reliquia, ma uno strumento vitale utile per esaminare e per sfidare i presupposti e le ideologie dei sistemi contemporanei di potere. La teoria politica, egli era solito dichiarare, è una attività civile e accademica di primaria importanza che mira all'educazione civile per lo sviluppo di società  più democratiche, più egalitarie e più istruite.

Tutte le sue opere sono sempre state ignorate dai più diffusi quotidiani e giornali americani, e questa non è mai stata una sorpresa per lui; egli conosceva la sua potenza di scrittore e intellettuale, e questo fatto era ben noto anche ai suoi nemici. 

A tirare le somme possiamo affermare che Wolin ha perso la battaglia ma dobbiamo anche riconoscere l'integrità, la brillantezza, il coraggio e la nobiltà della sua vita. 

(estratto di un articolo di Chris Hedges, apparso su Truthdig, per noi a cura di Fabio Rubatto)

 

Ndr: Come sa chi ci legge da tempo, generalmente non accettiamo articoli da collaboratori esterni, e meno che meno articoli autopromossi. Sia per una questione di risorse, sia per una ferrea volontà di mantenere integro e sempre ben identificabile tutto il lavoro giornalistico che portiamo avanti dal 2008. Questo caso è una eccezione. Intanto per il fatto che Rubatto è un nostro lettore da tempo. In secondo luogo perché la stesura dell'articolo che proponiamo, e che ci è stato inviato, dimostra delle capacità niente affatto comuni rispetto alla quasi totalità dei contributi che ci vengono sottoposti frequentemente. E in ultima analisi per l'importanza di mettere a conoscenza i lettori del lavoro svolto da un intellettuale del calibro di Sheldon Wolin.

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