Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Nuovi esempi di informazione deviata

Ogni giorno ci vengono offerti esempi eloquenti di come vengono alterate, deviate od occultate le informazioni. Bastino, fra i recentissimi, pochi casi.

Il Presidente leghista della Provincia di Treviso nel corso di un dibattito ha esclamato che i giovani emigrati che stanno affluendo in Europa e in Italia “imbastardiscono la razza”. Il coro unanime delle reazioni sdegnate addita l’assurdità di una simile esternazione, indegna di un amministratore eletto dal popolo.

A ben guardare, quella frase enuncia una verità banalissima.  La presenza di milioni di giovani africani, asiatici, balcanici, latino americani, non può che imbastardire le popolazioni europee. È inevitabile. È matematico. Questo è un fatto. 

Si può dissentire sul giudizio di valore. Qualcuno può sostenere che l’imbastardimento ci strapperà dalle nostre radici, sottolineando le conseguenze negative del fatto. Altri potranno affermare che non esiste la purezza etnica, tutti siamo imbastarditi, da sempre. Dove esiste purezza etnica, cioè nelle rare tribù isolate dove le unioni sono endogamiche, le popolazioni dopo alcune generazioni subiscono i danni genetici tipici dei rapporti sessuali fra consanguinei. 

Renzo Arbore si dichiara un uomo di sinistra che ama gli USA perché sono “una nazione di bastardi”. Lui ama il miscuglio, il melting pot. Questa sarebbe la risposta al grido di allarme sull’imbastardimento della razza, non negare che il fenomeno si prospetti inevitabile.

Il fatto è che il politicamente corretto bandisce sia il termine “bastardo” sia il concetto di “razza”. Se l’affermazione fosse stata: “L’immigrazione favorirà il fenomeno del meticciato”, non avrebbe fatto scalpore, ma sarebbe stato l’identico concetto. 

Potenza magica delle parole e del loro uso mistificato propagandisticamente.

Un esempio più grave e che si colloca a un ben più elevato livello di serietà è l’accoglienza dell’enciclica papale. Alcuni, come Obama, ne hanno lodato l’impronta ecologista. 

In fondo, cosa ci si può aspettare da un papa che ha scelto di chiamarsi Francesco se non un’attenzione speciale alla natura, all’ambiente, a fratello Sole e sorella Luna? Un po’ di ambientalismo è tranquillamente assorbito dal sistema e fa tendenza. Altri hanno commentato il passo invero molto impegnativo sul trattamento di favore riservato alle Banche sovvenzionate col denaro del popolo, ma insinuando che si aspettano azioni conseguenti nei confronti dello IOR. Nessuno si è soffermato su tutte le implicazioni che comporta il concetto di decrescita, di cui il papa si è appropriato. 

La società della decrescita colpirebbe al cuore un sistema fondato sul profitto e sulla crescita continua.  È incompatibile con la modernità capitalista. Non a caso proprio questo è il passaggio dell’enciclica meno commentato, o ridotto e assimilato alla nozione più edulcorata di ecologia.

Il commento più esemplare è quello del nostro cattolicissimo Presidente della Repubblica: il documento pontificio è “di alto valore culturale e morale”. Appunto. 

Viene confinato al dibattito culturale fra filosofi e teologi, o all’ambito della riflessione moraleggiante. Sia ben chiaro che non ha e non può avere implicazioni politiche. A nessuno venga in testa di utilizzarlo a fini antisistema. Del resto dopo i primi affrettati commenti, l’enciclica è già stata buttata in un angolo in ombra.

Sempre per restare agli ultimi giorni, non c’è stato bisogno di rimuovere rapidamente l’importante Forum economico dei Brics a San Pietroburgo: è stato semplicemente ignorato.

Queste sono le tecniche di manipolazione e di neutralizzazione della sofisticatissima dittatura in cui viviamo.  Non c’è bisogno di censura né di repressione poliziesca per svuotare dall’interno ogni voce carica di potenziali valenze eversive.

Luciano Fuschini 

I nostri Editori

L’enciclica vola alto, la Chiesa no

Il degrado del pudore