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Tasse prima casa: braccio di ferro tra Renzi e Bruxelles? (Ma per favore...)

Problemi per Matteo Renzi sul piano interno ma anche in Europa. Se le opposizioni strillano sulle riforme costituzionali e sul suo autoritarismo, a Bruxelles la politica economica italiana non convince. 

“Non è così che si riduce il debito pubblico e si avvia la ripresa”. In particolare, la Commissione europea ha bocciato l'intenzione annunciata dal duo Renzi-Padoan di togliere le tasse sulla prima casa. Semmai, hanno replicato i tecnici di Bruxelles, tale tassazione dovrebbe essere accentuata

“Il carico fiscale dovrebbe essere infatti spostato dal lavoro sui consumi e sul patrimonio. E di conseguenza sulle case, le prime case”: questo, a somme linee, il diktat. 

Renzi su tale questione non vuole fare passi indietro. È sulla casa che si gioca buona parte della sua credibilità. E del suo futuro. Quello che era il cavallo di battaglia di Berlusconi gli serve, nei calcoli che ha fatto, per guadagnarsi il favore dell'elettorato moderato che votava per il centrodestra e che ora si trova privo di un punto di riferimento. Il Partito della Nazione, una sorta di nuova DC adeguata ai tempi, è il punto di approdo dell'ex sindaco che non può permettersi di venire delegittimato dalla tecnocrazia comunitaria. Decidiamo noi, non devono mettere bocca sulle scelte di uno Stato, ha replicato piccato. 

Peccato che la politica economica italiana sia già dettata dalla Commissione europea e che sia soltanto grazie alla Bce, che ci acquista i titoli di Stato, che il governo può disporre di margini di manovra. Del resto, con un debito pubblico al 132% sul Pil non potrebbe essere diversamente. 

Il rapporto di Bruxelles non riguarda soltanto l'Italia ma anche Paesi come Francia, Belgio e Austria e in misura minore la Germania. Le tasse sul lavoro in Italia restano in ogni caso la questione centrale da risolvere per riavviare la crescita economica. Tasse che pesano in maniera eccessiva sulle imprese e che peraltro finiscono per lasciare ben pochi euro nelle tasche dei dipendenti. Tasse che, insistono a Bruxelles, deprimono sia l'offerta che la domanda di lavoro. 

Un monito è arrivato a Renzi-Padoan anche dai tecnici del Parlamento che hanno invitato il governo a chiarire l'entità dei risparmi ottenibili dal taglio della spesa pubblica, necessari per coprire il taglio delle tasse. Interessanti sono le considerazioni di Bruxelles che da una parte considera le tasse sulle case, e quelle sui consumi, “meno discorsive” e “meno dannose alla crescita e all'occupazione”. E dall'altra, sottolinea che si tratta di imposte che attualmente generano una proporzione relativamente piccola sul totale delle entrate fiscali. 

In realtà parlare di “meno discorsive” appare come una mistificazione, almeno in Italia, dove l'85% delle famiglie, record in Europa, vive in una casa di proprietà, che viene considerata il bene per eccellenza. Famiglie che sentono qualsiasi tassa immobiliare come un affronto personale. Anche il principio del minor danno appare campato in aria se si pensa che, con la crisi economica in corso, e con milioni di disoccupati e di senza lavoro, tra i quali molti professionisti, le spese di mantenimento di una casa si stanno rivelando insostenibili. 

La crisi del settore immobiliare con il crollo dei prezzi delle abitazioni testimonia di una debolezza del tessuto sociale ed economico del nostro Paese. Molte famiglie, per sopravvivere, sono obbligate a svendere. E a comprare sono in genere quanti dispongono di grossi capitali, come i super ricchi o le banche. Si sta realizzando in tal modo un altro ingente trasferimento di ricchezza reale che vede come vittima il ceto medio-alto e il ceto medio che stanno scendendo nella scala sociale. Un fenomeno impressionante che è sotto gli occhi di tutti, che dura da anni e che negli ultimi due anni si è accentuato. Sono questi i fenomeni che danno il segnale della salute di un Paese e che a Bruxelles ostinatamente si rifiutano di riconoscere. 

Renzi avrà sicuramente fatto i suoi calcoli elettorali, ma il taglio delle tasse sulla prima casa viene (anche) incontro ad un problema reale.

Filippo Ghira

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