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Le "parole" della politica

Le "parole" della politica

di Luciano Fuschini

tra mistificazione e utilizzi scorretti

con la complicità di media

e “intellettuali” embedded

Perché

Il primo dovere dei cosiddetti opinion’s makers, quelli che un tempo erano definiti “gli intellettuali”, sarebbe di usare il linguaggio in modo rigoroso, chiarendone i significati e depurandolo delle deformazioni che gli interessi dei diversi gruppi sociali e l’uso improprio dei parlanti vi hanno apportato.

Di fatto i suddetti formatori dell’opinione pubblica si comportano in modo esattamente opposto. Sono proprio loro i responsabili dell’uso distorto delle parole a fini propagandistici. Lo fanno in modo sistematico e pienamente consapevole. Lo fanno nell’interesse dei gruppi di potere o dei partiti dei quali si sono messi al servizio.

Queste operazioni truffaldine sul linguaggio, importantissime perché decisive nell’orientare l’opinione pubblica, vengono effettuate a tutti i livelli espressivi, nella pubblicità come nella terminologia culturale, nel linguaggio verbale come in quell’altra forma di comunicazione che è l’iconografica, il linguaggio delle immagini, siano esse foto, video o rappresentazioni con intenti artistici o pseudo tali.

Il compito prioritario di chi si ribella a questa sistematica mistificazione, che annulla la democrazia, bisognosa di trasparenza, è riproporre i significati autentici nella comunicazione, risalendo all’etimologia delle parole e ricostruendo le stratificazioni semantiche che si sono accumulate negli anni attraverso le continue trasposizioni indotte dalle sollecitazioni della realtà storico-politica.

Questa è l’operazione tentata nel presente breve saggio, che si limiterà alle parole della politica. Urgente e benemerito è anche un lavoro di smascheramento delle tecniche attraverso le quali le immagini vengono veicolate per trasmettere gli input graditi ai committenti. Il lavoro di smascheramento delle tecniche truffaldine di manipolazione della coscienza è la più doverosa delle controinformazioni, il terreno decisivo dello scontro politico che oggi più che mai si gioca sui messaggi, verbali o iconici che siano.

Sommario

Perché

Le parole dal significato ambiguo

Libertà

Democrazia

Dittatura e totalitarismo

Progressista, conservatore

Moderati ed estremisti

Cinque R: radicale, riformista, rivoluzionario, ribelle, reazionario

Popolare, populista

La lingua: altre tecniche di mistificazione

Eufemismi

Espressioni per iniziati

Linguaggio connotato emotivamente

Parole composte, coniate in seguito alla pratica dei compromessi

Destra e Sinistra

È proprio così?

Conclusioni

Riferimenti bibliografici essenziali

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