All in Ambiente

Scacco matto al TTIP

di Valerio Lo Monaco

Siamo ancora in tempo 

per bloccare il mostro

Che vuole cambiare la nostra civiltà

Perché

Il “Trattato transatlantico per il commercio e per gli investimenti” Usa-Europa che potrebbe entrare in vigore entro pochi mesi rappresenta il più grande cambiamento politico, economico e sociale del nuovo millennio. Rappresenterebbe, come vedremo, veramente un passaggio storico. Al momento non è presumibile alcuna possibilità che questo non possa accadere. Anche se nulla è certo. L’ultima manifestazione di protesta, indetta per il 7 maggio 2016, occorre pure ammetterlo, è stata praticamente un insuccesso completo. Lo è stata dal punto di vista numerico, ovvero delle persone, delle sigle e dei partiti che vi hanno preso parte, e lo è stata dal punto di vista mediatico. I pochissimi servizi passati sulle reti della televisione italiana, cioè sull’unico media in grado di poter dare un risalto di massa alla cosa, sono stati modesti sino all’inverosimile, e il larghissima maggioranza del tutto assenti. Malgrado il fatto che diversi intellettuali e alcuni giornalisti, oltre a sparuti e poco influenti mezzi autonomi di informazione, abbiano tentato di far entrare il tutto nell’agenda setting dei media a più larga diffusione, e malgrado una notevole presenza soprattutto in alcuni gruppi ben specifici di persone sui social media, sul TTIP, almeno in Italia, vige un silenzio quasi assoluto. Il tema, a livello di opinione pubblica diffusa, molto semplicemente non esiste. Non è un caso.

Energia e Geopolitica

di Filippo Ghira

l'Eni e la sovranità perduta, 

il petrolio, il gas, 

e le guerre "interessate" nel mondo

Introduzione

La recessione economica in corso e il conseguente calo della domanda globale stanno provocando un crollo del prezzo del petrolio, sceso a febbraio del 2016 sotto i 30 dollari al barile (un barile è pari a 159 litri), situazione che è in grado di destabilizzare gli attuali equilibri internazionali che già sono deboli di proprio.