All in Dalla sezione abbonati

Si chiamano EDF e Areva, e sono le aziende transalpine che fanno da perno ai progetti atomici di Berlusconi. Peccato che, secondo il Financial Times, siano entrambe in crisi

di Davide Stasi

Il programma nucleare italiano traballa pericolosamente. Risente, ed è inevitabile, del terremoto che scuote il governo che l’ha elaborato e proposto. Qualunque cosa venga dopo, la caduta di Berlusconi e dei suoi comporterebbe uno stop netto e probabilmente fatale ai piani di reintroduzione dell’atomo nel nostro paese. Il nuovo esecutivo dovrà fronteggiare la crisi economica e la speculazione finanziaria, quindi è probabile che il capitolo nucleare, nonostante i potenti interessi sottesi, dovrà essere accantonato, fino a una chiusura in sordina. Se il programma dovesse proseguire il suo percorso, però, è bene chiarire a cosa andremmo incontro esaminando, alla luce degli ultimi dati, la partnership stabilita a questo scopo con la Francia e i suoi colossi nucleari.