All in eBook il RIbelle

Di cosa Abbiamo PAURA?

di Tina Benaglio

“American Horror Story”

e il genere horror

Introduzione

Emanuele Severino sostiene che l’essere è un eterno e quindi non può annullarsi. Quando qualche cosa viene distrutta, o quando qualcuno muore, esso non viene annientato, semplicemente scompare alla nostra vista. E della sorte che ad esso tocca quando scompare alla nostra vista, nulla noi possiamo dire.

Forse è per questo che la morte ha sempre suscitato una profonda curiosità. Di fronte alla morte ci si chiede: che significa morire? Che cosa mai succede quando qualcuno muore? E che cosa ci succederà quando saremo noi a morire? Non è un caso che, quando in una società le persone si sentono insicure, quando dilagano paure ed ansie, anche il genere horror dilaga. Esso si pone infatti come una rappresentazione metaforica delle ansie e dei rimossi della società. Che è quanto fa anche la serie tivù “American Horror Story” la quale, attraverso narrazioni perturbanti, si fa portatrice dell’immaginario delle paure americane e non.

Scacco matto al TTIP

di Valerio Lo Monaco

Siamo ancora in tempo 

per bloccare il mostro

Che vuole cambiare la nostra civiltà

Perché

Il “Trattato transatlantico per il commercio e per gli investimenti” Usa-Europa che potrebbe entrare in vigore entro pochi mesi rappresenta il più grande cambiamento politico, economico e sociale del nuovo millennio. Rappresenterebbe, come vedremo, veramente un passaggio storico. Al momento non è presumibile alcuna possibilità che questo non possa accadere. Anche se nulla è certo. L’ultima manifestazione di protesta, indetta per il 7 maggio 2016, occorre pure ammetterlo, è stata praticamente un insuccesso completo. Lo è stata dal punto di vista numerico, ovvero delle persone, delle sigle e dei partiti che vi hanno preso parte, e lo è stata dal punto di vista mediatico. I pochissimi servizi passati sulle reti della televisione italiana, cioè sull’unico media in grado di poter dare un risalto di massa alla cosa, sono stati modesti sino all’inverosimile, e il larghissima maggioranza del tutto assenti. Malgrado il fatto che diversi intellettuali e alcuni giornalisti, oltre a sparuti e poco influenti mezzi autonomi di informazione, abbiano tentato di far entrare il tutto nell’agenda setting dei media a più larga diffusione, e malgrado una notevole presenza soprattutto in alcuni gruppi ben specifici di persone sui social media, sul TTIP, almeno in Italia, vige un silenzio quasi assoluto. Il tema, a livello di opinione pubblica diffusa, molto semplicemente non esiste. Non è un caso.

L'islam fra noi

di Luciano Fuschini

La potenza di una religione, 

tra falsi miti e luoghi comuni da sfatare.

E la nostra debolezza

Esiste un solo metodo per capire ciò che sta avvenendo in Europa, e nel mondo, relativamente all’avanzata della religione islamica e ciò che questo comporti: studiare il fenomeno, conoscerne le origini, i perché e le interpretazioni che animano ogni azione dei suoi fedeli.

Le scorciatoie intellettuali, gli slogan politici usati per abbonire le masse televisive, le strumentalizzazioni elettorali e le isterie di massa non servono.

Esistono diversi studi per conoscere questa realtà: il pregio di questo profondo lavoro di Fuschini che proponiamo risiede nel fatto che riesce, in poco meno di un centinaio di pagine, a offrire un quadro culturale solidissimo, analitico e preciso. E soprattutto che riesce a calare il tutto nella nostra modernità passando l’argomento per il prisma della chiave di lettura che ci sembra più corretta.

Il Corano è un testo poco letto, dalle nostre parti, e ancora meno capito. Errore enorme, se si vuole sul serio capire i motivi dell'ascesa della religione islamica. Conoscere la debolezza delle “nostre” posizioni. E orientarsi nei tempi oscuri che ci aspettano.

Ribadiamo: poco meno di 100 pagine densissime, precise e puntuali, scritte da uno studioso che va al cuore della questione. Senza pregiudizi, sfatando i falsi miti e luoghi comuni, e facendo tabula rasa delle innumerevoli inesattezze che vengono veicolate alla sedicente “opinione pubblica”.

(vlm)

Una "rotta" possibile

di Giampaolo Gentili

Un tentativo di ribellione (tra i tanti)

Tra pericoli e distacchi 

Ma almeno: “vero”

Introduzione

Chi sono. E perché

Come da buona educazione mi sembra giusto presentarmi.

Sono un illustre sconosciuto, oggi forse un po' meno, ma di base è così. Ci tengo a sottolinearlo in quanto l'anonimato garantisce la libertà, spesso, di dire senza troppi pudori ogni baggianata possibile: in perfetto stile social network. Pensate che non ho neanche un account facebook, e usurpo meschinamente quello di mia moglie. Insomma agisco sotto mentite spoglie nelle migliori delle ipotesi.

Certo sono anche altro, ma da qui all'autoreferenzialismo il passo è troppo breve, e non serve allo scopo.

Per cui salto al succo. Vivo a bordo di una barca a vela insieme alla mia compagna, gran parte dell'anno.

MoVimento 5 Stelle: e ora?

di Valerio Lo Monaco

(con interventi di Federico Zamboni)

Dopo Grillo. E dopo Casaleggio 

I nodi ancora da sciogliere

I volti che possono riuscirci

Perché

Grillo ha dichiarato da tempo di volersi fare da parte, e il suo nome non compare più nel simbolo del MoVimento 5 Stelle. Casaleggio è morto. Porsi qualche domanda sul futuro di questa realtà politica è d’obbligo. 

È quasi un decennio ormai, se consideriamo anche la fase preparatoria dei meetup, che il MoVimento originato da Beppe Grillo è presente nel panorama del nostro Paese. E la sua presenza si è estesa anche a livello più propriamente politico, con l’ingresso in Parlamento del 2013. Si possono fare delle prime sintesi, e si devono fare proprio adesso, momento nel quale stanno intervenendo cambiamenti di notevole spessore, sia per la diffusione di questa realtà politica, sia per la maturazione di alcuni suoi esponenti sia, soprattutto, per le ultimissime vicende che abbiamo appena richiamato, la prima voluta, la seconda subita.

Governance: l'autoritarismo moderno

di Valerio Lo Monaco

Come la Trilateral Commission, e i suoi servi, ci hanno tolto la sovranità

Perché

Occorre mettere a fuoco il significato reale del termine governance, perché questo viene usato in modo disorientante e mediaticamente persuasivo praticamente in ogni ordine e grado dalla propaganda e dall’azione politica. Non da oggi, naturalmente, ma è innegabile, come vedremo, che proprio in questa fase storica le applicazioni reali che l’estensione pratica della sua azione dispiegano sulle decisioni politiche influenti sulla vita di ognuno di noi stiano cambiando radicalmente il volto della società nella quale viviamo.

Le "parole" della politica

di Luciano Fuschini

tra mistificazione e utilizzi scorretti

con la complicità di media 

e “intellettuali” embedded

Perché

Il primo dovere dei cosiddetti opinion’s makers, quelli che un tempo erano definiti “gli intellettuali”, sarebbe di usare il linguaggio in modo rigoroso, chiarendone i significati e depurandolo delle deformazioni che gli interessi dei diversi gruppi sociali e l’uso improprio dei parlanti vi hanno apportato.

Di fatto i suddetti formatori dell’opinione pubblica si comportano in modo esattamente opposto. Sono proprio loro i responsabili dell’uso distorto delle parole a fini propagandistici. Lo fanno in modo sistematico e pienamente consapevole. Lo fanno nell’interesse dei gruppi di potere o dei partiti dei quali si sono messi al servizio.

The Walking Dead

di Tina Benaglio

"Un'apocalissi postmoderna?"

La serie

Opere d’arte, opere artistiche, opere musicali… Ma anche film, fumetti, serie televisive, videoclip e quant’altro: sono tutti frammenti in cui si condensa lo spirito di un’epoca. Ci dicono, infatti, come si diverte, come piange, come ride la gente di un certo periodo storico. Certo, quando passano attraverso i mass media, sono anche dei possibili condizionamenti, dato che, in questo caso, indicano ai più per cosa è giusto commuoversi, di cosa bisogna ridere, di cosa bisogna avere paura.

Resta vero che, anche quando si tratta di prodotti considerati di “bassa cultura”, essi hanno le loro radici nella parte profonda dell’animo umano. E l’animo umano non nasce e cresce nel vuoto culturale. Esso è il prodotto di una lunga tradizione. Le cui radici si perdono nella notte dei tempi.

Prendiamo, ad esempio, la serie tivù “The Walking Dead”, tratta dall’omonima serie a fumetti. Come non pensare che gli scenari apocalittici della serie non siano collegati alla dimensione apocalittica della nostra religione? E l’impossibilità di fidarsi degli stessi amici di disavventura? Non è forse ravvisabile in questo il modo di essere del nostro attuale tempo storico?

«Ragazzina! Sono un poliziotto... ragazzina, non avere paura, okay? Ragazzina... oh...».  (Rick Grimes, frase di apertura della serie "The Walking Dead").

Unioni Civili: e il nuovo mondo etico e sociale

di Sara Santolini

Tra diritti di coppia e adozioni,
tra le rivendicazioni gay e l’utero in affitto. Gli altri Paesi, i casi, i dubbi
e le questioni irrisolte. 

Introduzione

L’ambito giuridico delle Unioni Civili è in corso di modifica sensibile anche nel nostro Paese. Non è affare di poco conto, o che riguarda unicamente lo status di chi è toccato direttamente da questa normativa. Perché si tratta, con tutte le implicazioni che porta (o porterà) con sé, di un ambito che è in grado di cambiare significativamente il quadro della nostra società civile. 

In questo testo cerchiamo di fare chiarezza sul processo attualmente in corso in Italia, ma soprattutto su quello che avviene negli altri Paesi, e allargheremo l’orizzonte, fatalmente, agli altri temi collegati alle vicende, ai desideri e alle rivendicazioni delle coppie omosessuali in merito agli aspetti dell’adozione e a quello, niente affatto trascurabile dal punto di vista etico e sociale, del marketing dell’utero in affitto.

Altro che Postmodernità

di Luciano Fuschini

"Siamo a un cambio epocale

le dinamiche sono complesse

e i territori inesplorati"

Introduzione

Il termine postmodernità vuole indicare un andare oltre la modernità. 

“L’andare oltre” appartiene al campo semantico delle concezioni progressiste, quelle che si orientano secondo uno storicismo che vede nello sviluppo dell’umanità una linea ascendente. Ogni tappa, ogni epoca storica successiva, rappresenta un passo in avanti verso una méta finale di piena realizzazione delle potenzialità umane.

Ci proponiamo quindi, sinteticamente, di passare in rassegna le caratteristiche di quella che si è soliti definire “modernità”.

Energia e Geopolitica

di Filippo Ghira

l'Eni e la sovranità perduta, 

il petrolio, il gas, 

e le guerre "interessate" nel mondo

Introduzione

La recessione economica in corso e il conseguente calo della domanda globale stanno provocando un crollo del prezzo del petrolio, sceso a febbraio del 2016 sotto i 30 dollari al barile (un barile è pari a 159 litri), situazione che è in grado di destabilizzare gli attuali equilibri internazionali che già sono deboli di proprio.

Ribelli: chiamata alle armi

di Valerio Lo Monaco

Introduzione

Il Ribelle è un disadattato. E in larga parte lo è anche l’Homo Sapiens, per comunque la pensi, qualunque siano le sue opinioni, che sia ribelle o meno. Non può che essere così. Un po’ perché la cultura crea distanza. Consciamente o meno, tale distanza esiste. Perché la cultura per sua stessa natura mette distanza. Che la si faccia notare o meno, questa distanza si sente. La avverte chi ha una cultura, la distanza da chi invece ignora, e la sente anche chi ignora. Almeno chi, tra coloro che ignorano, si rende conto della sua ignoranza. Ma il termine disadattato è corretto anche perché è comprensibile che alla società che abbiamo attorno non ci si senta adatti. Non si sia a proprio agio. Il che comporta una seconda affermazione - siamo sempre nel campo delle opinioni personali, le quali peraltro si confermano nelle tante conferenze e incontri che continuiamo a fare in giro per l’Italia: il Ribelle, accomunando in questo termine con una forzatura pregna di speranza chiunque non si senta a proprio agio in questa società, chiunque tenti in un modo o in un altro di reagire e anche chiunque pur non trovando forza e metodi e complicità per agire in qualche modo avverta tutto il peso della erroneità di questo modello, è anche un disturbato

Cosmo di valori

di Valerio Lo Monaco

Una delle caratteristiche antropologiche dell’Homo Sapiens è quella della capacità riflessiva. Intellettuale oltre che istintiva, animale. Nulla a che vedere, per quello che ci riguarda in questa circostanza, con capacità mnemoniche. La creatività, il ragionamento astratto, il linguaggio e l’introspezione. Insomma a partire da ciò che, secondo le teorie dell’evoluzione e della storia del paleolitico medio, permisero alla specie Sapiens di capire, in seguito a una riduzione della popolazione globale per via di un evento particolare (che è tutt’ora in fase di studio ma che è stato ben delineato dalle teorie di Linneaus nel 1758), che era necessaria una migrazione dai posti originari. Che c’era bisogno di muoversi, ovvero di “fare qualcosa”. Dall’Africa, attraverso quello che è stato definito corridoio mediorientale, quell’uomo iniziò a colonizzare la Terra intera. Quell’uomo in definitiva subì una azione, se ne accorse, la capì, ipotizzò una strategia da attuare e decise una reazione.

Emergenza costante (sicuri?)


 

Le misure di sicurezza tra legge e psicologia

di Tina Benaglio

Introduzione

Se è vero ciò che ha scritto il filosofo Giorgio Agamben in un suo articolo su “Le Monde”, e cioè che lo stato di emergenza non è uno strumento a difesa della democrazia, ma al contrario è «il dispositivo attraverso il quale i regimi totalitari si affermarono in Europa», resta allora da capire perché mai le persone possano con tranquillità accettare, se non addirittura in taluni casi chiedere, lo stato di emergenza. Nello stato di emergenza, infatti, le libertà individuali vengono sospese, vi è la «rinuncia a qualsiasi certezza del diritto». Del diritto di qualsiasi persona.

Eppure oggi si assiste, da parte di un numero sempre più crescente di persone, alla rinuncia dei propri diritti - e dell'intero apparato delle tutele democratiche - in nome di una maggiore sicurezza personale. Vera o presunta.

Perché succede? Quali sono i meccanismi psicologici personali coinvolti in queste scelte? Quali sono, quindi, i meccanismi psicologici su cui il “sistema” sta facendo leva?

Il BLUFF del Jobs Act

di Sara Santolini

Introduzione

«È una giornata storica, un giorno atteso per molti anni da un’intera generazione che ha visto la politica fare la guerra ai precari ma non al precariato: superiamo l’articolo 18 e i co.co.co., nessuno sarà più lasciato solo, ci saranno più tutele per chi perde il posto e parole come mutuo, ferie, diritti e buonuscita entrano nel vocabolario di una generazione che ne era stata esclusa»

Le parole pronunciate da Matteo Renzi, presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana dal 22 febbraio 2014, al via libera dei primi due degli otto decreti attuativi del Jobs Act, suonano come autentica propaganda. Risultavano tali già durante la conferenza stampa nella quale sono state pronunciate, e lo risultano ancora più chiaramente oggi, mentre la nuova legge sul lavoro dispiega i suoi effetti. Lo diciamo subito: il precariato è la regola, i contratti capestro sono ancora facilmente applicabili grazie alle mille deroghe inserite nei decreti, la cassa integrazione non è più per tutti gli ex dipendenti, la concessione di un mutuo è quasi del tutto esclusa con un contratto a tutele crescenti - che in quanto tale non garantisce la continuità del reddito - i diritti sono stati calpestati alla luce del sole e sacrificati sull’altare della convenienza delle aziende. 

Estinzione (?) Di Nazioni di Popoli di Civiltà

di Luciano Fuschini

Introduzione

Anche le nazioni, come gli individui, muoiono.

I Sumeri non esistono più. Hanno lasciato una traccia nella storia del mondo, ma non esistono più. I Babilonesi non esistono più. Ci sono resti archeologici che parlano di loro. Ci hanno lasciato la scansione del tempo secondo il numero 6, ci hanno lasciato credenze astrologiche, ma non esistono più. Gli Egizi sono estinti. (...)

Licio Gelli. Burattino o burattinaio?

di Filippo Ghira

Introduzione

La morte di Gelli a metà dicembre 2015 ha occupato per pochi giorni le prime pagine dei giornali. Stranamente pochi. Lo stesso, curiosamente, è successo nel 2013 per Giulio Andreotti. Una dimostrazione del fatto che in questa epoca le notizie vengono consumate molto velocemente, ma non solo. Anche la conferma che Gelli, come il Divo Giulio che in molti hanno indicato come il vero capo della Loggia P2, appartiene pienamente alla storia della Prima Repubblica e che, per la funzione che ha ricoperto, deve essere messo al più presto nel dimenticatoio per non suscitare imbarazzanti paragoni con il presente. 

Homo Sapiens Vs Homo Ludens

di Valerio Lo Monaco

Introduzione

La Cultura costa cara. È sempre stato così. Riservata alle élite, poi raggiunta dalla borghesia e alla fine, con grossi sacrifici, appannaggio anche di alcuni tra le classi sociali meno abbienti, ha comunque comportato un grosso esborso economico da parte di chi ha anelato di volerla raggiungere. E anche un enorme dispendio di tempo (non la si acquisisce in un giorno, la cultura). Nel mondo attuale anche il tempo (vogliono convincerci) è denaro. Ma naturalmente non vogliamo soffermarci sui costi economici. Anche perché più che di denaro preferiamo parlare di valore. Della cultura. E del tempo. E di come lo si impiega.

Qui, se parliamo di valore, non c'è mastercard che tenga. E se parliamo di investimento siamo ancora più altrove: probabilmente è uno dei pochissimi beni che, una volta acquisiti, non ci possono essere sottratti. E che possono essere tramandati senza pagare tasse di successione.