A "conti fatti" chi è il barbone?

di Giampaolo Gentili
500 euro al mese.
Voce per voce, economica e non, quanto costa un certo tipo di libertà. Rispetto a quanto costa, invece, rimanere “a terra”.
Agosto 2008, sbarchiamo gli amici a Bonifacio quasi all'alba. Loro devono prendere il primo traghetto per l'Italia noi proseguire verso la Sardegna.
L'aria è mite, piacevolmente fresca quando l'estate torrida ti ammorsa già dopo le 10 del mattino.
Dalla nostra abbiamo il vantaggio che c'è vento, come quasi sempre nelle Bocche (chi va per mare non nomina mai le Bocche di Bonifacio per intero ma scaramanticamente Bocche!), e questo ci renderà il viaggio privo di particolare canicola.
La meta le isole della Maddalena.
Appena usciti dal suggestivo fiordo di Bonifacio il mare che intravediamo all'orizzonte presenta qualche chiazza bianca, le onde; ma non sono violente, tutto è molto gestibile e l'andatura al lasco garantisce una superba navigazione.
Siamo partiti a fine luglio per questa che è la prima esperienza velica da quando abbiamo acquistato Yakamoz, vendendo tutto e rimettendoci alla nuova sorte.

 

I Love Shopping: piacere o compulsione?

di Tina Benaglio

Le nuove dipendenze 

E la rete 

nella quale ci imprigionano

Introduzione:

Il 27 febbraio 2009 esce in Italia un film di Hogan, I Love Shopping. Il film, uscito poco tempo prima in America con il titolo Confessions of a Shopaholic, è ispirato al romanzo I Love Shopping di Sophie Kinsella. Protagonista del film è Becky, una ragazza ossessionata dallo shopping. Il suo sogno è quello di scrivere per la rivista di moda “Alette”, invece finisce a lavorare per la rivista economica “Far fortuna risparmiando”. Nella sua rubrica consiglia risparmio e investimenti sicuri ai lettori, ma Becky non è assolutamente in grado di tenere sotto controllo le proprie finanze, e il suo conto è perennemente in rosso a causa della sua irrefrenabile passione per lo shopping. Ogni uscita rappresenta per lei un'occasione per acquistare vestiti, borse, scarpe o cosmetici di cui non può fare assolutamente a meno. Nella sua vita arriva l'amore (il suo capo-redattore), ma arrivano anche gli estratti conto delle carte di credito che non riesce mai a pagare, e per i quali inventa costantemente delle scuse. E così si trova coinvolta in una serie di disavventure economiche e sentimentali, in gran parte create dalla sua ossessione per gli acquisti.
Anche coloro che non l'hanno visto, possono facilmente intuire che la trama del film è piuttosto banale, e l’intreccio anche: è la più classica delle commedie romantiche, e la storia è raccontata come si raccontano i cartoni animati. Ciò non toglie che I Love Shopping abbia un umorismo intelligente e contagioso. 

Un mondo di spioni

di Filippo Ghira

Echelon, telefonate, email. E le centrali segrete che ci ascoltano

Introduzione

Siamo tutti spiati. Ne avevamo il sospetto all'inizio degli anni novanta quando incominciammo ad utilizzare il nostro computer per navigare su Internet e quando chiamavamo con il telefonino di prima generazione amici e altre persone per motivi di lavoro o di affari. Strumenti che ci apparivano come magici in quanto ci aprivano le porte di un universo allora sconosciuto. Un sospetto alimentato dalla considerazione che una tecnologia del genere, che era stata messa a nostra disposizione, non fosse sotto il nostro controllo ma semmai sotto quello dei suoi produttori. Oggi il progresso tecnico ci ha messo a disposizione strumenti ancora più perfezionati e sofisticati grazie ai quali abbiamo l'impressione che niente sia più inaccessibile. Ma, parallela a questa libertà, cresce anche la consapevolezza che i nostri contatti, le nostre ricerche, le nostre telefonate, insomma tutto quello che ci interessa, i nostri gusti, i nostri acquisti fatti on line, vengano condivisi contro la nostra volontà da una struttura organizzata su scala globale che conosce in tempo reale cosa stiamo facendo. Una struttura composta da numerosi soggetti che si scambiano informazioni su di noi.

 

Ciò che non era avvenuto al primo turno delle elezioni Amministrative è accaduto al secondo nei ballottaggi: il Partito Democratico è stato umiliato. Che lo sia stata anche la coalizione del centrodestra non è neanche una notizia, vista l'esiguità di una proposta politica che da quest'ultima parte non arriva ormai da mesi e mesi. Ma insomma il dato politico che emerge è, da una parte, il messaggio tutto rivolto al clan di Matteo Renzi, checché ne dica il Presidente del Consiglio, dall'altra parte l'ascesa del MoVimento 5 Stelle a ruoli sul serio governativi.

Gli scenari che si aprono a questo punto sono di due ordini, da un lato ciò cui i risultati delle Amministrative possono condurre in ottica di governo, dall'altro lato riguardo le capacità di governare che il M5S a questo punto è sul serio obbligato a dover dimostrare.

L'Europa è possibile?

di Luciano Fuschini

La storia, le prospettive, e i rischi da correre

L’idea di Europa che si vuole inculcare nelle menti dei popoli è quella di un’entità politica che realizza i generosi ideali che nell’Ottocento furono di Mazzini e che dal confino di Ventotene, nella persecuzione delle autorità fasciste e nell’incomprensione dei suoi compagni comunisti, Altiero Spinelli rielaborò sognando gli Stati Uniti d’Europa, ideali che animarono anche l’altro padre nobile dell’europeismo, Jean Monnet.

Una breve ricapitolazione delle circostanze storiche e delle tappe che hanno segnato il cammino della pseudo Unità Europea che conosciamo, dimostrerà che anche quel racconto, come tanti altri, è soltanto una mistificazione e un camuffamento della realtà.

Questo sarà il tema della nostra riflessione: un’Europa unita, dopo quella attuale che è ormai indifendibile, è possibile? 

CONTRO. Considerazioni di un antipolitico

di Alessio Mannino

2011: un anno di reazioni

vergate in punta di penna

Introduzione 

Nessuno contro il Nulla 

A che serve avere trent’anni, se non si dice no? Chi scrive è un comune occidentale che fin dall’infanzia, come tutti, ha subìto una scientifica, inarrestabile, degradante disumanizzazione. Troppi oggetti, troppe facilità, troppe immagini, troppa tecnologia, troppa plastica. Troppe paure. Noi, nati nell’ultimo scorcio di secolo, siamo meno umani dei nostri padri. Ed è tutto dire, perché già loro sono stati devitalizzati dal riflusso del boom anni ’50-‘70, e bisogna risalire ai nostri nonni per avere il ricordo di una generazione ancora protagonista, sognatrice, combattiva. Viva. Senza troppe futilità intorno e dentro la testa, e quindi più coraggiosa e generosa. Più vitale. 

Oggi la Storia è ferma. Occhio: non è finita, come qualche ideologo a libro paga va predicando da vent’anni. È congelata. Bloccata. Sbatte in una campana di vetro. Non va avanti né indietro. Il passato non conta nulla, al di fuori delle strumentali e retoriche riesumazioni di rito. Il futuro, evocato a ogni piè sospinto come promessa di maggior benessere, è stato abolito: vietato anche solo immaginarne uno che non sia uguale al sistema di vita attuale. Esiste soltanto un ripetitivo, autistico, pietrificato presente. Guai a chi osa mettere in dubbio la bontà dell’orgoglioso mondo nuovo, che in realtà è ormai vecchio di settant’anni. Parlo dell’ordine totalitario uscito dall’ultima guerra mondiale. 

Di cosa Abbiamo PAURA?

di Tina Benaglio

“American Horror Story”

e il genere horror

Introduzione

Emanuele Severino sostiene che l’essere è un eterno e quindi non può annullarsi. Quando qualche cosa viene distrutta, o quando qualcuno muore, esso non viene annientato, semplicemente scompare alla nostra vista. E della sorte che ad esso tocca quando scompare alla nostra vista, nulla noi possiamo dire.

Forse è per questo che la morte ha sempre suscitato una profonda curiosità. Di fronte alla morte ci si chiede: che significa morire? Che cosa mai succede quando qualcuno muore? E che cosa ci succederà quando saremo noi a morire? Non è un caso che, quando in una società le persone si sentono insicure, quando dilagano paure ed ansie, anche il genere horror dilaga. Esso si pone infatti come una rappresentazione metaforica delle ansie e dei rimossi della società. Che è quanto fa anche la serie tivù “American Horror Story” la quale, attraverso narrazioni perturbanti, si fa portatrice dell’immaginario delle paure americane e non.

Siamo finalmente riusciti a pubblicare il primo libro, di quelli previsti, in versione cartacea. È disponibile su Amazon, che è il distributore maggiore, e può essere ordinato da chiunque immediatamente senza pagare un solo euro in più per la spedizione: se si ha l’opzione “Prime” di Amazon si beneficia tutto l’anno della spedizione gratuita. Questa sorta di abbonamento alla spedizione dei libri costa appena 19.99 euro e dà diritto a consegne illimitate a costo zero, e per lettori come voi certamente siete ne vale senz’altro la pena. (Qui un link se eventualmente deciderete di attivarlo). 

In caso il primo titolo è disponibile a chiunque, qui.

Ma ci sono anche altre novità

Scacco matto al TTIP

di Valerio Lo Monaco

Siamo ancora in tempo 

per bloccare il mostro

Che vuole cambiare la nostra civiltà

Perché

Il “Trattato transatlantico per il commercio e per gli investimenti” Usa-Europa che potrebbe entrare in vigore entro pochi mesi rappresenta il più grande cambiamento politico, economico e sociale del nuovo millennio. Rappresenterebbe, come vedremo, veramente un passaggio storico. Al momento non è presumibile alcuna possibilità che questo non possa accadere. Anche se nulla è certo. L’ultima manifestazione di protesta, indetta per il 7 maggio 2016, occorre pure ammetterlo, è stata praticamente un insuccesso completo. Lo è stata dal punto di vista numerico, ovvero delle persone, delle sigle e dei partiti che vi hanno preso parte, e lo è stata dal punto di vista mediatico. I pochissimi servizi passati sulle reti della televisione italiana, cioè sull’unico media in grado di poter dare un risalto di massa alla cosa, sono stati modesti sino all’inverosimile, e il larghissima maggioranza del tutto assenti. Malgrado il fatto che diversi intellettuali e alcuni giornalisti, oltre a sparuti e poco influenti mezzi autonomi di informazione, abbiano tentato di far entrare il tutto nell’agenda setting dei media a più larga diffusione, e malgrado una notevole presenza soprattutto in alcuni gruppi ben specifici di persone sui social media, sul TTIP, almeno in Italia, vige un silenzio quasi assoluto. Il tema, a livello di opinione pubblica diffusa, molto semplicemente non esiste. Non è un caso.

L'islam fra noi

di Luciano Fuschini

La potenza di una religione, 

tra falsi miti e luoghi comuni da sfatare.

E la nostra debolezza

Esiste un solo metodo per capire ciò che sta avvenendo in Europa, e nel mondo, relativamente all’avanzata della religione islamica e ciò che questo comporti: studiare il fenomeno, conoscerne le origini, i perché e le interpretazioni che animano ogni azione dei suoi fedeli.

Le scorciatoie intellettuali, gli slogan politici usati per abbonire le masse televisive, le strumentalizzazioni elettorali e le isterie di massa non servono.

Esistono diversi studi per conoscere questa realtà: il pregio di questo profondo lavoro di Fuschini che proponiamo risiede nel fatto che riesce, in poco meno di un centinaio di pagine, a offrire un quadro culturale solidissimo, analitico e preciso. E soprattutto che riesce a calare il tutto nella nostra modernità passando l’argomento per il prisma della chiave di lettura che ci sembra più corretta.

Il Corano è un testo poco letto, dalle nostre parti, e ancora meno capito. Errore enorme, se si vuole sul serio capire i motivi dell'ascesa della religione islamica. Conoscere la debolezza delle “nostre” posizioni. E orientarsi nei tempi oscuri che ci aspettano.

Ribadiamo: poco meno di 100 pagine densissime, precise e puntuali, scritte da uno studioso che va al cuore della questione. Senza pregiudizi, sfatando i falsi miti e luoghi comuni, e facendo tabula rasa delle innumerevoli inesattezze che vengono veicolate alla sedicente “opinione pubblica”.

(vlm)

Una "rotta" possibile

di Giampaolo Gentili

Un tentativo di ribellione (tra i tanti)

Tra pericoli e distacchi 

Ma almeno: “vero”

Introduzione

Chi sono. E perché

Come da buona educazione mi sembra giusto presentarmi.

Sono un illustre sconosciuto, oggi forse un po' meno, ma di base è così. Ci tengo a sottolinearlo in quanto l'anonimato garantisce la libertà, spesso, di dire senza troppi pudori ogni baggianata possibile: in perfetto stile social network. Pensate che non ho neanche un account facebook, e usurpo meschinamente quello di mia moglie. Insomma agisco sotto mentite spoglie nelle migliori delle ipotesi.

Certo sono anche altro, ma da qui all'autoreferenzialismo il passo è troppo breve, e non serve allo scopo.

Per cui salto al succo. Vivo a bordo di una barca a vela insieme alla mia compagna, gran parte dell'anno.

In seguito ai primi dati utilizzati da Matteo Renzi per sostenere la bontà delle sue norme sulla efficacia sul mondo del lavoro, ora arrivano quelli di inizio 2016: un disastro. Come volevasi dimostrare. Già all’epoca si era sorvolato nello specificare come la parola “indeterminato”, essendoci un’ampia libertà di licenziamento, non avesse più un gran significato e su quanto i dati fossero parziali. Come dimostrato in altra sede (qui), l'andamento annuale si è mantenuto stabile, e la crescita di fine anno poteva essere facilmente ascrivibile alla scadenza degli sgravi contributivi, vero asse portante dell’intera legge. 

Ebbene, ora sono passati altri due mesi, e dunque cominciano a trapelare i dati dell’occupazione riferibili al primo trimestre 2016.

MoVimento 5 Stelle: e ora?

di Valerio Lo Monaco

(con interventi di Federico Zamboni)

Dopo Grillo. E dopo Casaleggio 

I nodi ancora da sciogliere

I volti che possono riuscirci

Perché

Grillo ha dichiarato da tempo di volersi fare da parte, e il suo nome non compare più nel simbolo del MoVimento 5 Stelle. Casaleggio è morto. Porsi qualche domanda sul futuro di questa realtà politica è d’obbligo. 

È quasi un decennio ormai, se consideriamo anche la fase preparatoria dei meetup, che il MoVimento originato da Beppe Grillo è presente nel panorama del nostro Paese. E la sua presenza si è estesa anche a livello più propriamente politico, con l’ingresso in Parlamento del 2013. Si possono fare delle prime sintesi, e si devono fare proprio adesso, momento nel quale stanno intervenendo cambiamenti di notevole spessore, sia per la diffusione di questa realtà politica, sia per la maturazione di alcuni suoi esponenti sia, soprattutto, per le ultimissime vicende che abbiamo appena richiamato, la prima voluta, la seconda subita.

Governance: l'autoritarismo moderno

di Valerio Lo Monaco

Come la Trilateral Commission, e i suoi servi, ci hanno tolto la sovranità

Perché

Occorre mettere a fuoco il significato reale del termine governance, perché questo viene usato in modo disorientante e mediaticamente persuasivo praticamente in ogni ordine e grado dalla propaganda e dall’azione politica. Non da oggi, naturalmente, ma è innegabile, come vedremo, che proprio in questa fase storica le applicazioni reali che l’estensione pratica della sua azione dispiegano sulle decisioni politiche influenti sulla vita di ognuno di noi stiano cambiando radicalmente il volto della società nella quale viviamo.

Le "parole" della politica

di Luciano Fuschini

tra mistificazione e utilizzi scorretti

con la complicità di media 

e “intellettuali” embedded

Perché

Il primo dovere dei cosiddetti opinion’s makers, quelli che un tempo erano definiti “gli intellettuali”, sarebbe di usare il linguaggio in modo rigoroso, chiarendone i significati e depurandolo delle deformazioni che gli interessi dei diversi gruppi sociali e l’uso improprio dei parlanti vi hanno apportato.

Di fatto i suddetti formatori dell’opinione pubblica si comportano in modo esattamente opposto. Sono proprio loro i responsabili dell’uso distorto delle parole a fini propagandistici. Lo fanno in modo sistematico e pienamente consapevole. Lo fanno nell’interesse dei gruppi di potere o dei partiti dei quali si sono messi al servizio.

The Walking Dead

di Tina Benaglio

"Un'apocalissi postmoderna?"

La serie

Opere d’arte, opere artistiche, opere musicali… Ma anche film, fumetti, serie televisive, videoclip e quant’altro: sono tutti frammenti in cui si condensa lo spirito di un’epoca. Ci dicono, infatti, come si diverte, come piange, come ride la gente di un certo periodo storico. Certo, quando passano attraverso i mass media, sono anche dei possibili condizionamenti, dato che, in questo caso, indicano ai più per cosa è giusto commuoversi, di cosa bisogna ridere, di cosa bisogna avere paura.

Resta vero che, anche quando si tratta di prodotti considerati di “bassa cultura”, essi hanno le loro radici nella parte profonda dell’animo umano. E l’animo umano non nasce e cresce nel vuoto culturale. Esso è il prodotto di una lunga tradizione. Le cui radici si perdono nella notte dei tempi.

Prendiamo, ad esempio, la serie tivù “The Walking Dead”, tratta dall’omonima serie a fumetti. Come non pensare che gli scenari apocalittici della serie non siano collegati alla dimensione apocalittica della nostra religione? E l’impossibilità di fidarsi degli stessi amici di disavventura? Non è forse ravvisabile in questo il modo di essere del nostro attuale tempo storico?

«Ragazzina! Sono un poliziotto... ragazzina, non avere paura, okay? Ragazzina... oh...».  (Rick Grimes, frase di apertura della serie "The Walking Dead").

Unioni Civili: e il nuovo mondo etico e sociale

di Sara Santolini

Tra diritti di coppia e adozioni,
tra le rivendicazioni gay e l’utero in affitto. Gli altri Paesi, i casi, i dubbi
e le questioni irrisolte. 

Introduzione

L’ambito giuridico delle Unioni Civili è in corso di modifica sensibile anche nel nostro Paese. Non è affare di poco conto, o che riguarda unicamente lo status di chi è toccato direttamente da questa normativa. Perché si tratta, con tutte le implicazioni che porta (o porterà) con sé, di un ambito che è in grado di cambiare significativamente il quadro della nostra società civile. 

In questo testo cerchiamo di fare chiarezza sul processo attualmente in corso in Italia, ma soprattutto su quello che avviene negli altri Paesi, e allargheremo l’orizzonte, fatalmente, agli altri temi collegati alle vicende, ai desideri e alle rivendicazioni delle coppie omosessuali in merito agli aspetti dell’adozione e a quello, niente affatto trascurabile dal punto di vista etico e sociale, del marketing dell’utero in affitto.