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L'economia statunitense continua a crescere, ma troppo poco. I dati ufficiali parlano di un Pil che ha registrato un più 0,2% nel primo trimestre dell'anno contro uno stimato e sperato 1%. Negli Usa come in Europa, l'espansione della liquidità circolante nel sistema è servita quindi a ben poco, in quanto ha avuto l'unico risultato di consentire alle banche di ricostruire ulteriormente il proprio patrimonio. 

Coincidenza è dire troppo, ma il parallelo è interessante: negli USA il Senato concede al governo federale i fondi necessari a continuare a operare in deficit, così da proseguire l’attività fino a settembre 2015, e l’approvazione del provvedimento arriva con un voto bipartisan che associa – o mescola – Democratici e Repubblicani; qui in Italia l’assemblea Pd si svolge all’insegna dell’ennesima baruffa scatenata dalla minoranza che contesta Renzi, accusandolo sia per le sue politiche economiche che per l’arroganza con cui le persegue, ma alla fine le tensioni non portano a nessuna rottura definitiva e l’eventuale scissione non è neanche ventilata dai dissidenti.

Detto alla statunitense, “Follow the money”.