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«Missione compiuta, a Milano!».

La citazione è fittizia, ma c’è da scommettere che in moltissimi la attribuirebbero – la affibbierebbero – ai Black Bloc. Per forza: i media hanno martellato a senso unico la versione ufficiale, che peraltro si incardina su degli schemi che sono vecchi di decenni (vedi l’etichetta di Anni di piombo e la sostanziale equiparazione di estremismo e terrorismo), e gli sprovveduti si sono adeguati di slancio. Convintissimi, anzi, che non ci fosse bisogno di alcuna riflessione particolare, essendo tutto così chiaro: da una parte c’è l’immensa moltitudine dei buoni, ovvero i cittadini perbene e le pubbliche istituzioni che vegliano su di loro, e dall’altra i manipoli dei cattivi di turno, che mirano solo a scatenare la loro violenza vandalica. Di fronte all’aggressione distruttrice dei teppisti, che hanno persino incendiato delle auto in sosta, non c’è che da rinserrare le file degli onesti e alzare un muro compatto di concordia e legalità. In sintesi: di ordine pubblico.

Ecco fatto. La contrapposizione è elementare e la capirebbe anche un bambino. Essendo palesemente impossibile solidarizzare con chi si diverte solo a spaccare tutto, senza prendersi la briga di fornire (e ancora prima di fornire a sé stesso) uno straccio di ragionamento degno di tal nome, sembra ovvio che l’unica alternativa possibile sia schierarsi dalla parte opposta.

Appunto: sembra.

Coincidenza è dire troppo, ma il parallelo è interessante: negli USA il Senato concede al governo federale i fondi necessari a continuare a operare in deficit, così da proseguire l’attività fino a settembre 2015, e l’approvazione del provvedimento arriva con un voto bipartisan che associa – o mescola – Democratici e Repubblicani; qui in Italia l’assemblea Pd si svolge all’insegna dell’ennesima baruffa scatenata dalla minoranza che contesta Renzi, accusandolo sia per le sue politiche economiche che per l’arroganza con cui le persegue, ma alla fine le tensioni non portano a nessuna rottura definitiva e l’eventuale scissione non è neanche ventilata dai dissidenti.

Detto alla statunitense, “Follow the money”.